Il Tirreno

Grosseto

LE SPINE DEL PD

«Ora tutti uniti per Mascagni»

di Gabriele Baldanzi
«Ora tutti uniti per Mascagni»

La borghiana Serena Remi invita il vicesindaco a non «deragliare»

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GROSSETO. Tesoriera dell’unione comunale del Partito democratico di Grosseto, ma soprattutto – per anni – la persona più vicina a Paolo Borghi, il suo tramite con il partito, amica e segretaria per le questioni extra amministrative, consigliera e difensora del vicesindaco nei passaggi più delicati.

Serena Remi ieri ha rotto il silenzio per commentare il risultato del 7 marzo e il dopoprimarie, per ribadire l’appartenenza convinta al Pd e il suo sostegno a colui che ha vinto le primarie, Lorenzo Mascagni.

«Si è chiusa una stagione e adesso per qualcuno pare che si aprano più strade – attacca la Remi – io invece, sinceramente, ne vedo una sola di strade: stare dentro al Pd e mettersi a disposizione del candidato sindaco. Con il massimo impegno».

Sul risultato di Borghi l’ex segretaria del Pd di Gavorrano è molto franca: «A me i quasi tremila voti ottenuti da Paolo sembrano un risultato eccezionale, che sento anche un pochino mio, ma di rivendicare tutto ciò quasi come un diritto di proprietà non lo comprendo; sarà che non rientra nelle mie corde».

Il messaggio di Serena Remi è distensivo. «Il mio auspicio è che si riuniscano davvero le truppe e si possa provare a vincere. Smettendola di pensare a ciò che poteva essere e non è stato. Cosa succederà nelle prossime settimane? Non lo so. So quello che vorrei: che nelle file di Borghi, anche tra le persone a lui più vicine, si aprisse una riflessione e si decidesse di appoggiare Mascagni».

Il solco che si è scavato tra Borghi e il Pd, tra Borghi e un gran numero di dirigenti del partito deve essere appianato, secondo la Remi.

«Quando sento parlare di Borghi coordinatore delle civiche, Borghi che potrebbe fare asse con Lamioni, mi dispiace. Credo che Paolo, per primo, dovrebbe sgombrare il campo da questi equivoci. Lui sta nel Pd. Se esce o deraglia ha poco senso anche conteggiare il risultato del 7 marzo. Perché cambia lo scenario».

«Adesso qualcuno dirà che ho tradito, che cambio cavallo, che sono un’ingrata – conclude Serena Remi – ma non m’importa. Non è così. Mi sento invece leale e vicina al vicesindaco, oggi più che mai; l’agenda politica del Pd, però, in questo momento prevede uno sforzo di ri-unione, di sintesi. E noi, tutti, stiamo facendo politica in un partito. Isolarsi è perdente. Auspico, quindi, maturità, senso di responsabilità».

Le ultime parole sono per coloro che stanno vicino a Borghi: «Ci sono persone che fanno bene a Paolo, altre che spingono in una direzione a mio avviso perdente e in questo momento sono fabbriche di negatività. Io spero che già nei prossimi giorni questo quadro possa chiarirsi, anche con l’assistenza dei livelli regionali».

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