Il Tirreno

Grosseto

Guerra dei rumori: avvisi di garanzia al Jab e all’Alchemy

Francesca Gori
Guerra dei rumori: avvisi di garanzia al Jab e all’Alchemy

La Procura chiede la proroga delle indagini per i due locali, tutto è cominciato con l’esposto di una residente

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GROSSETO. La guerra dei rumori, quella che alcuni abitanti del centro hanno ingaggiato contro locali e giovani, è finita in Procura, dove il sostituto Maria Navarro ha chiesto una proroga delle indagini a carico di Bruno Ceccherini e Antonio Milani, rispettivamente titolari del Jab e dell’Alchemy. Due locali di piazza del Sale finiti nel mirino del magistrato dopo che una residente della piazza, che ha il suo appartamento proprio sopra al Jab ha presentato un esposto per il rumore che arriverebbe nella sua abitazione e che non le farebbe passare notti tranquille.

È una storia che viene da lontano quella che ha portato la Procura a iscrivere i nomi dei due titolari dei locali nel registro degli indagati. Una storia fatta di misurazioni fonometriche, perizie e contro perizie che raccontano storie differenti.

Il Jab si trova proprio sotto la casa della donna e nel corso del tempo Ceccherini ha fatto diverse opere di mitigazione ambientale. L’Alchemy invece, si trova dall’altra parte della strada, alla fine di via Ricasoli.

Già la scorsa estate la polizia municipale aveva presentato un provvedimento di diffida nei confronti del Jab chiedendo che l’impianto di diffusione della musica venisse tarato e dopo quel provvedimento Ceccherini aveva presentato formale richiesta alla donna per poter far eseguire alcuni rilievi fonometrici da un tecnico nell’appartamento della signora. A quelle richieste, inoltrate più di una volta, la signora non avrebbe mai risposto, impedendo al proprietario del locale di effettuare i rilievi.

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L’Arpat invece, aveva fatto le misurazioni nell’appartamento che si trova sopra il locale e che si affaccia sulla piazza: il livello del rumore era stato misurato dal giovedì alla domenica, serate di apertura dei due locali. Ma quando è arrivata la relazione dell’Arpat, c’è stato subito qualcosa che ha attirato l’attenzione dei gestori dei locali: in quasi tutti i rilievi, i dati risultavano fuori norma perché il differenziale preso in considerazione era quello della piazza vuota. Le misurazioni sono state fatte in almeno un caso dalle 3 del mattino fino alle 5. Di domenica, quando piazza del Sale è deserta.

L’Arpat ha certamente ripetuto le rilevazioni dopo che il nome dei due uomini è stato iscritto nel registro degli indagati. E se la metodologia utilizzata è la stessa, i dati potrebbero essere stati in qualche modo condizionati dagli stessi fattori: la presenza o meno di persone in piazza.

Le indagini, quindi, vanno avanti e il reato ipotizzato dal sostituto procuratore Maria Navarro è quello di disturbo della quiete pubblica. E la tegola che rischia di abbattersi su due dei punti di ritrovo più amati da giovani e meno giovani è la chiusura dei locali.

 

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