Il Tirreno

Grosseto

Addio al fornaio di Bagno, memoria storica del borgo

Giulia Sili
Addio al fornaio di Bagno, memoria storica del borgo

È morto a 90 anni Amo Cheli: i suoi avi erano stati i primi a costruire nella frazione Collezionista di fotografie d’epoca la sua panetteria ora è gestita dai figli

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GAVORRANO. Si è spento Amo Chelli, fornaio e memoria storica di Gavorrano. Bagnaiolo doc, nonostante i suoi 90 anni, non aveva mai smesso di ricordare vita morte e miracoli dei fatti avvenuti nel paese, del quale, tra gli anni ’70 e ’80, era stato presidente del consiglio di frazione.

Ad Amo sono legate le origini di Bagno di Gavorrano proprio perché i suoi avi erano stati tra i primi ad erigere le proprie case nella frazione. Per 50 anni aveva esercitato il mestiere di fornaio nel suo negozio di via Marconi, trasmettendo la passione anche al figlio e al nipote, i quali ancora oggi continuano l’attività di famiglia. «Amava questo paese come nessun altro», ha scritto di lui Mauro Giusti, ex sindaco di Gavorrano, che proprio pochi giorni fa era stato a trovare Amo nella sua casa: «Giovedì scorso sono andato a trovarlo, leggeva il giornale e come al solito, ha voluto parlare di Bagno di Gavorrano prima di farmi vedere le fotografie storiche che possedeva (nei prossimi giorni sarà mia cura pubblicarle e poi riconsegnarle alla figlia) invitandomi a tornare, perché me ne avrebbe fatte vedere altre due valigie».

«Amo Chelli è stato il mio primo datore di lavoro – racconta Bruno Berretti, conosciuto in paese come Pelé – avevo 13 anni quando sono entrato a lavorare al suo forno, dove sono rimasto per tre o quattro anni. Ho un ricordo indelebile di lui che risale alla metà degli anni '50: venivo da una famiglia molto numerosa, eravamo sette fratelli, e tutte le volte che uscivo dal turno di lavoro mi veniva regalato un filo di pane da portare a casa, ma Amo mi diceva sempre «prendine anche due o tre che vedrai che così fai contenta mamma Paolina», era molto generoso. Sono molti anni che non vivo più a Bagno di Gavorrano ma il ricordo di quell’uomo gentile mi è sempre stato molto caro».

In estate Amo era spesso insieme agli amici del paese, che ricordano con piacere i pomeriggio passati ad ascoltare i suoi aneddoti: «ci mettevamo intorno a lui sulla panchina e chiedevamo di raccontarci storie sui personaggi del paese o sulle cose successe anni fa, lui ricordava tutto come se fossero successe ieri, era incredibile». E su Facebook sono già nate le prime idee per ricordare lo storico fornaio appassionato di storia locale: «potrebbe essere un modo per ricordarlo allestire una mostra fotografica», scrivono i bagnaioli tra i messaggi di condoglianze.

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