Gioco
«Presa a pugni: mia sorella ha solo reagito alle botte»
L’aggressione a bottigliate in piazza della Palma scattata per vecchi screzi tra due ragazzine minorenni
GROSSETO. Nessun ragazzino conteso. Nessuno sguardo di troppo al fidanzato dell’amica. Quello che è successo sabato sera in piazza della Palma non è stata una scenata di gelosia finita con una bottigliata in testa a una coetanea, ma una lite fatta di pugni e tirate di capelli da parte di una sedicenne nei confronti di una quindicenne. A raccontare la sera di violenza in piazza della Palma è la sorella della ragazzina che ha afferrato la bottiglia e l’ha tirata in testa alla sua amica.
«È da sabato sera che mia sorella è chiusa in casa e piange - dice - è davvero molto dispiaciuta. Ha fatto male a reagire in quel modo, ma le cose non sono andate proprio così». Il racconto della diciassettenne è differente rispetto a quello già raccontato: la quindicenne infatti si sarebbe avvicinata all’altra ragazza solo per salutare un’amica che era con lei. «Mia sorella è stata bersaglio della ragazza per mesi. Sabato sera ha cominciato ad offenderla appena si è avvicinata e invece di smorzare, quando el ha chiesto perché fosse arrabbiata con lei, l’ha presa per i capelli e ha cominciato a darle pugni in testa». La ragazzina quindi, sarebbe stata piegata, con la faccia in giù. «Ha visto la bottiglia per terra - dice ancora la sorella - l’ha afferrata e gliel’ha tirata contro. Ha fatto male, perché non avrebbe dovuto reagire così. Ma ha bernoccoli in testa e graffi sul collo. Da sabato non fa altro che piangere, è dispiaciuta. Appena è arrivata a casa ha raccontato tutto a nostra madre. Prima che arrivassero a casa i carabinieri per spiegarle cosa fosse successo sabato in centro».
Violenza, rabbia. Sembra questo lo spaccato di vita degli adolescenti di Grosseto, pronti a picchiarsi in mezzo a una piazza, in mezzo a centinaia di altri ragazzi. Una violenza e una rabbia che, da adulti, non ci si aspetta da due ragazzine bellissime, due adolescenti alle prese con le prime uscite.
La madre della quindicenne che ha colpito la sua coetanea, medicata sabato sera al pronto soccorso del Misericordia, ha contattato i genitori della studentessa. «È sempre così - dice ancora la diciassettenne, sorella maggiore della giovane - ci troviamo spesso a dover fronteggiare situazioni che possono anche diventare pericolose. Io sono stata picchiata a scuola, mi hanno sbattuto la testa in un termosifone e sono svenuta. Con questo non cerco di giustificare quello che mia sorella ha fatto ma solo di tentare di raccontare che viviamo in una situazione che è difficile anche per noi».
Mani che si alzano con troppa facilità, bottiglie di vetro che ogni fine settimana vengono gettate per terra e che spesso sono state utilizzate come vere e proprie armi per regolare conti.
Questa volta, in piazza della Palma, è andata bene. Le ferite che la sedicenne ha riportato non sono gravi e anche i segni delle botte prese dalla quindicenne che l’ha colpita con la bottiglia spariranno nel giro di qualche giorno. Quello che resta è l’amarezza dell’ennesimo sabato durante il quale le piazze del centro si trasformano in ring.
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