Il Tirreno

Grosseto

Il Comune impone lo stop alla discoteca

di Gabriele Baldanzi
Il Comune impone lo stop alla discoteca

Auto e clienti nel parcheggio violerebbero le norme sull’impatto acustico: ordinanza di chiusura delle attività per il Follia

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GROSSETO. Con un mese di anticipo rispetto al programma, il Comune di Grosseto chiude la discoteca Follia. Un’ordinanza dela polizia municipale firmata ieri dal responsabile del procedimento Massimo Soldati e dal dirigente Felice Carullo (dopo il parere negativo giunto del Servizio Ambiente) stabilisce la sospensione immediata dell’efficacia dell’autorizzazione, a suo tempo rilasciata al titolare Nikolin Lekndreaj, legale rappresentante della società Dalban.

Che il locale Follia si reggesse su un delicato impianto autorizzativo lo si sapeva fin dall’apertura, avvenuta – dopo un corposo iter burocratico – nel dicembre del 2014. Il problema è sempre lo stesso, oggi come allora e come ribadito nell’agosto del 2015. Lo svolgimento di attività di discoteca è soggetto, infatti, a verifica e valutazione dell’impatto acustico da parte del Servizio Ambiente del Comune di Grosseto. Così prevede il regolamento comunale per la disciplina delle attività rumorose.

Ma, attenzione, nel caso specifico il problema non era e non è la musica (come sarebbe logico pensare), piuttosto – si legge negli atti – il cosiddetto «rumore antropico provocato dagli avventori che si recano e che lasciano il locale», cioè in pratica l’arrivo e la partenza delle auto e il chiacchericcio all’ingresso e all’uscita del locale.

Avete capito bene. Con l’accesso da via Aurelia Nord aumenta per gli edifici vicini il chiasso notturno, mentre spostando sul lato stazione l’ingresso/uscita all’area discoteca, ecco che il Follia potrebbe riaprire anche domattina.

Nikolin Lekndreaj non è un imprenditore che si lamenta, non fa polemica e anche stavolta incassa il colpo con classe. «Al momento non ho molto da dire. Domani (oggi) sono stato chiamato dai vigili urbani e vediamo cosa mi verrà comunicato. Non credevo si arrivasse a questo punto. Avevamo avuto due proroghe (l’ultima delle quali scaduta di recente) che dovevano consentirci l’intervento di mitigazione del rumore spostando l’accesso al locale sul lato di piazzale Marconi. Avevamo presentato una relazione, spiegando le nostre difficoltà. Il problema è che non possiamo aprire su una strada ancora chiusa, cantierata…».

Il geometra Fabio Morriconi e il perito Emiliano Convito sono i due tecnici che, per conto di Lekndreaj, hanno seguito questa vicenda.

Entrambi fuori Grosseto, ieri, apprendono da noi la notizia della chiusura anticipata del Follia. Anche loro non si sbilanciano in commenti.

Confermano che Lekndreaj, a fine gennaio, aveva presentato un’ulteriore richiesta di proroga, così da poter concludere la stagione del Follia, a metà aprile.

Tenuto conto anche dell’oggettiva impossibilità di eseguire i lavori, cioè riaprire il vecchio accesso all’ex marmifera, in attesa del completamento delle opere di urbanizzazione per la riqualificazione di piazza Marconi, cioè la strada e lo spazio sul lato della linea ferroviaria. E invece è arrivato il parere negativo alla prosecuzione dell’attività di discoteca, in virtù dei mancati interventi di mitigazione del rumore.

«Il provvedimento – scrivono Soldati e Carullo – potrà essere revocato quando l’interessato avrà ottenuto dal Servizio Ambiente il relativo parere favorevole».

A questo punto la palla torna al settore tecnico, all’ingegnere capo Luca Vecchieschi. I lavori alla stazione risultano conclusi ma manca il collaudo, meglio sarebbe dire gli atti e i soldi per il collaudo. Solo dopo questo passaggio il Follia potrà avviare il percorso per aprire su piazza Marconi. Nell’attesa si chiude bottega. E un’attività che funziona e dà lavoro subisce un colpo durissimo.

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