Il dolore
Novantenne ricoverato a 230 chilometri da casa
Orbetello, in rianimazione non c’è posto e un orbetellano viene portato a Bibbiena. La famiglia è indignata, l’Asl: «Scelta obbligata»
ORBETELLO. In rianimazione a Orbetello non c’è posto e un orbetellano di 93 anni viene ricoverato ad Arezzo: a 230 chilometri dalla famiglia.
L’anziano - Mario Verolini - si trova in rianimazione all’ospedale di Bibbiena (provincia di Arezzo) da mercoledì 9 marzo. La distanza costringe la famiglia a lunghe e complicate trasferte per poter visitare il proprio congiunto che molto spesso è costretto a restare solo in ospedale dato che i parenti lavorano e non possono rimanere fissi a Bibbiena.
A raccontare i fatti è il figlio dell’uomo, Giampiero Verolini.
«Da Orbetello - racconta lui - ho dovuto portare mio padre ad Arezzo. Non voglio lamentarmi dell’ospedale di Orbetello o di altri ospedali - tiene a precisare - ma solo segnalare, con indignazione, quello che alcune volte succede, soprattutto i disagi che i malati e le loro famiglie devono subire con la speranza che, dopo la mia segnalazione, si riesca a trovare una soluzione».
Il novantatreenne ha subìto un delicato intervento chirurgico per una importante patologia il 23 febbraio.
«Tutto è andato bene - dice Giampiero - Mio padre è stato tenuto alcuni giorni in rianimazione a Orbetello, dopodiché è stato trasferito nel reparto di chirurgia e poi dimesso il 5 marzo».
Il mercoledì successivo, il 9 marzo, Mario Verolini è stato però riportato d’urgenza al pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Orbetello per problemi respiratori.
E da qui - da Orbetello - l’anziano è stato trasportato in provincia di Arezzo perché né a Orbetello né a Grosseto né a Siena c’era un posto libero nel reparto di rianimazione.
«Bibbiena è un ottimo ospedale, molto attrezzato - precisa il figlio dicendo di non voler far polemica su questo - Non ho nulla da eccepire in questo senso ma per noi stargli vicino è impossibile. Sono andato là questo fine settimana ma adesso mio padre è di nuovo solo». Il figlio dell’uomo racconta anche di aver temuto che al padre accadesse qualcosa durante il tragitto verso Bibbiena. «So che stanno cercando di avvicinarlo e siamo preoccupati anche per quello che potrebbe succedere nel viaggio di ritorno».
Abbiamo contattato l’Usl per una risposta. L’azienda conferma che quando l'uomo è stato riportato all’ospedale di Orbetello i 4 posti letto della rianimazione erano pieni, così come i 10 di Grosseto e quelli di Siena. «La scelta è stata quindi obbligata - dice l’azienda - ma non appena si libererà un posto a Orbetello l’anziano tornerà giù. Purtroppo ci sono momenti in cui queste situazioni si verificano. L’Usl sta facendo di tutto per cercare di avvicinare l’uomo, che sarà il primo a essere trasferito non appena ci sarà l’occasione».
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