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SPORT E VELENI

Il Roselle rischia di dover fare le valigie

di Maurizio Caldarelli
Un momento del match Roselle-Cecina allo Zecchini (foto Bf)
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Un momento del match Roselle-Cecina allo Zecchini (foto Bf)

Il progetto della cittadella non decolla: il sindaco di Follonica offre alla società un impianto nella città del golfo

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ROSELLE. Il Roselle Calcio ha fatto ieri un grosso balzo verso il salto in Eccellenza (adesso solo 5 i punti di vantaggio sul Cecina), in una giornata caratterizzata però dalla protesta silenziosa della società biancoceleste, che ha consegnato agli spettatori una nota ufficiale, dettata dai ritardi dell’amministrazione comunale per l’approvazione del progetto di un centro sportivo che il sodalizio del presidente Ceri si è ufficialmente aggiudicato nell’aprile 2015. «Sembrava che l’operazione dovesse partire il giorno dopo - mastica amaro Mario Ceri - ma siamo ancora in attesa del passaggio in consiglio comunale, che mi auguro possa avvenire il prossimo 21 marzo. A Grosseto scherzano con il fuoco e non è escluso che si possa decidere di portare i nostri progetti, il nostro titolo sportivo in altre città».

Ceri rivela un retroscena: «Abbiamo avuto un incontro con il sindaco di Follonica Andrea Benini, intenzionato a rilanciare il calcio. La società del golfo, che riceve 85.000 euro all'anno per gestire gli impianti, è caduta in seconda categoria e ha perso la metà dei 500 giovani atleti. Stiamo pensando alla proposta, sperando che il Comune di Grosseto prenda a cuore la questione. La delibera alla variante definitiva è pronta da ottobre ma probabilmente è stata messa in un cassetto».

Il progetto del centro sportivo prevede, per una spesa complessiva di 2 milioni e mezzo, il rifacimento dell’attuale campo dell'Ac Roselle, la costruzione di due campi per il calcio a 8 e due per il calcio a 5, un impianto per il beach tennis, un bar-ristorante, un centro medico, oltre agli uffici della società. «Passate le primarie con la sconfitta di Paolo Borghi - si legge nel volantino distribuito ieri al campo di via dei Laghi - primo sponsor e promotore del nostro progetto per il centro sportivo, si aprono nuovi scenari sulla reale possibilità di realizzarlo e anche sui tempi. Il vero rammarico è che un progetto come il nostro, non sarebbe stato un vanto solo per Paolo Borghi, ma per l’intera città che negli ultimi 30 anni, se si esclude lo stadio Zecchini, non ha assistito che al deterioramento dei suoi già miseri impianti sportivi».

«Ho visto tutti gli altri impianti della categoria - prosegue il presidente Mario Ceri - e devo ammettere che siamo la società con la struttura peggiore. Gli sportivi devono sistemarsi in un’impalcatura trasformata in tribuna e fare i loro bisogni in un bagno in plastica da cantiere edile, messo lì a nostre spese». «Siamo la seconda società della città - aggiunge Ceri - abbiamo 150 giovani e per farli allenare dobbiamo affittare campi con costi esorbitanti. Contavamo di riuscire a partire ad aprile per avere a disposizioni le nuove strutture per la prossima stagione. Non nascondo a questo punto il timore che tutto vada in malora. È concreto il rischio che tutto rischi a fine anno a causa delle elezioni amministrative. E questo comporta come conseguenza il fatto di dover trovare un nuovo impianto per la prima squadra e un altro anno di affitto per le giovanili. E sinceramente ci stiamo stancando di questo stato di cose. Il danno che certi strateghi politici ci hanno provocato è enorme».

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