Il dolore
I Ghionzoli si difendono: «Quereleremo»
Appalti e immigrati, parla il padre Alessandro che ora guida l’onlus nel mirino del giornalista Giordano
LUCCA. Il presidente della onlus Partecipazione e Sviluppo adesso è Alessandro Ghionzoli, il padre di Emanuele. «Mi ha informato mio figlio della citazione che ci riguarda nel libro “Profugopoli” del direttore del Tg4 Mario Giordano. Se ne stanno occupando gli avvocati. Giordano, oltre a pescare nel torbido, spara a caso. Purtroppo si parla troppo e male di questa che, ormai, è diventata un’emergenza mondiale. Chi lo fa per soldi andrebbe messo in prigione e bisognerebbe buttarne via la chiave. Emanuele tra l’altro, non è del Pd come scrive Giordano, ma apparteneva a una lista civica. Non siamo una cooperativa, non abbiamo fatturato; i volontari non possono prendere altro che rimborsi spese, i soldi vengono riversati sui territori e producono lavoro per tanti giovani. Non solo. Paghiamo l’affitto per case che, altrimenti, resterebbero vuote. I richiedenti asilo prendono 2,5 euro al giorno. Giordano, con l’endorsement della Lega, cerca di fare, lui sì, un p’ di soldi e portare acqua al mulino della destra razzista. Credo che verrà querelato».
Poi Alessandro Ghionzoli prosegue nella sua difesa: «La questione è molto semplice. Sull’onda emotiva del momento Giordano pubblica un libro che, almeno per quanto riguarda Emanuele e l’associazione Partecipazione e Sviluppo, non racconta il vero, collocandosi a metà strada tra il tentativo di far soldi e l’affiancamento politico e strategico verso alcune ben precise forze politiche».
«Già dal 2011 – prosegue Ghionzoli senior - siamo stati chiamati in causa dalle Prefetture, dalla Chiesa, dal Governo e dalla nostra coscienza per fare qualcosa, per affiancare e aiutare le istituzioni pubbliche nel venire a capo di questa grave situazione. Così nasce e inizia l’attività e l’associazione Partecipazione e Sviluppo. Dopo un periodo di presidenza di Emanuele, il sottoscritto ha assunto la presidenza data la mia quarantennale esperienza nel volontariato, sia come volontario che come consulente. Emanuele nel frattempo si era trasferito in Sardegna e non avrebbe più potuto seguire in modo adeguato una associazione che, anche a causa delle continue richieste delle Prefetture interessate, stava accogliendo e seguendo un numero sempre maggiore di richiedenti asilo».
«Emanuele (e ora il sottoscritto) – sono ancora parole di Alessandro Ghionzoli - non è mai stato l’imprenditore o il padrone dell’associazione. Nel volontariato, per come la vedo io, chi presiede lo fa solo ed esclusivamente per spirito di servizio; semmai i veri protagonisti sono i soci che fanno attività ed eleggono democraticamente il presidente che li rappresenta. Dal maggio 2015 questa responsabilità ricade su di me. Il presidente e i soci non possono riceve emolumenti o stipendi ma solo il rimborso spese per l’attività che svolgono in seno all’associazione stessa».
«L’associazione può assumere dei lavoratori per svolgere attività professionali rilevanti o altre attività che i soci non riescono a coprire – continua a spiegare Ghionzoli senior – Non siamo stati, né saremo, una cooperativa. Dalle Prefetture dobbiamo ancora riscuotere ottobre, novembre e dicembre 2015. Per quanto riguarda le attività sui territori, sono dovute a una convenzione con le Prefetture, a seguito della vittoria in un bando pubblico statale dove, fino ad oggi, ci siamo sempre classificati primi per l’offerta tecnica. Infine per referenze e quant’altro, chi lo desidera potrà rivolgersi alle Prefetture di Lucca (Samuele de Lucia - viceprefetto vicario), di Grosseto (Luigi Manzo o Sergio di Iorio) o di Sassari».
Gabriele Baldanzi
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