Attenzione
Farmacie, affondo a cinque stelle
Gori: «Il Pd, Mascagni incluso, voleva svenderle. Salve grazie a noi»
GROSSETO. Le Farmacie comunali riunite annunciano conti solidi e prospettive di sviluppo. E il Movimento 5 Stelle coglie la palla al balzo per ricordare che qualcuno, solo pochi mesi fa, questo “patrimonio pubblico” lo voleva vendere ai privati.
Con una nota M5s cita alcune frasi pronunciate a suo tempo dal sindaco Bonifazi: «Il Comune non deve fare il farmacista... Sulla vendita delle quote di Fcr non demordiamo...». E commenta: «Avevamo ragione noi. La scelta di dar via la quota di maggioranza di Fcr detenuta dal Comune era sbagliata. «Un’operazione folle» la etichettò, nel luglio 2013 il capogruppo del M5s e oggi candidato a sindaco, Giacomo Gori. Tanto che il Movimento si oppose in ogni modo, comprese le vie legali e la minaccia (sostenuta, va detto, anche da Cristina Citerni di Sel) di un referendum cittadino».
M5s oggi ribadisce: «Non si rimpolpano i bilanci con servizi che sono e devono restare pubblici. Le farmacie sono un presidio sociale e sanitario. Un punto imprescindibile. Lì, come dimostrato in parte oggi, possono essere offerti numerosi servizi alla cittadinanza. Oggi apprendiamo dai media quel che avevamo sempre detto: se ben gestite, le farmacie comunali sono anche una fonte di guadagno di tutto rispetto. Ma il primo interesse di chi risiede in municipio è e dev'essere sempre il bene dei cittadini. La cura dei servizi. Specie se questi sono legati alla sfera della salute».
Dal passato al presente, la questione entra nel dibattito elettorale 2016: «Ricordiamo – attacca Giacomo Gori – che il candidato a sindaco del centrosinistra (anzi, forse sarebbe meglio dire il candidato di centro-centro), Lorenzo Mascagni, votò a favore della cessione delle quote pubbliche di Fcr. Lo spieghi all’ala sinistra del suo elettorato, se c’è sempre un’ala sinistra in quel partito. Lo spieghi a chi ancora crede nei valori di giustizia e solidarietà che non possono essere sacrificati per rimpinguare le casse degli enti. Fcr non rendeva a sufficienza? Perché il Pd anziché spingere per una riorganizzazione puntò tutto sulla (s)vendita?».
Gori ne ha pure per la giunta Antichi «che nel 2000 diede via la quota oggi in mano ai privati: due facce, quelle del centrodestra e del centrosinistra, della stessa medaglia. Il partito della nazione in salsa grossetana».
Ma M5s non si accontenta: «Sarebbe bello poter acquisire, nel tempo, anche la quota di minoranza oggi in mano ai privati. Sono convinto - conclude Gori - che l'investimento potrebbe ripagarsi da solo con gli enormi utili che questo gruppo è in grado di garantire. Utili che non devono in alcun modo andare in conflitto con l’interesse primario: il servizio ai cittadini».
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