Finanza
Baseball, lo Junior protesta «Scarpelli inutilizzabile»
Attività sospesa in attesa che l’amministrazione faccia chiarezza sull’assegnazione Baccetti: «Noi disponibili alla gestione, il nostro unico interesse sono i ragazzi»
GROSSETO. Lo Junior Grosseto Baseball incrocia le braccia in segno di protesta e non tornerà in campo, per le partite e gli allenamenti, finché non verrà fatta chiarezza sull'assegnazione dello stadio Simone Scarpelli.
Lo scorso 9 febbraio la giunta in realtà ha deliberato di concedere l'impianto alla società del presidente Alessandro Brogi. La decisione della giunta, però, non è diventata mai esecutiva, creando problemi alle società che non possono più utilizzare i due campi.
Lo Junior Grosseto ha spiegato la clamorosa decisione ieri in una conferenza stampa alla presenza del consiglio direttivo, tecnici, genitori e atleti.
«Abbiamo invitato anche i ragazzi - ha spiegato il consigliere Alessandro Baccetti - perché l'unico interesse sono loro, vogliamo far esprimere la loro passione sportiva, una passione che affonda la sua storia in questa città».
Baccetti ha raccontato poi i fatti che hanno portato a questo colpo di scena: «Lo scorso novembre lo Junior ha depositato in Comune il proprio progetto: proponemmo l'utilizzo triennale delle strutture per il baseball giovanile (Scarpelli e Campino) nella convinzione che a Grosseto debbano esistere realtà separate nella cura degli atleti giovani e dei senior. Da un lato si gioca per divertirsi assieme, dall'altro per vincere».
«Il 1° febbraio scorso - prosegue Baccetti - il Comune ha convocato una riunione tra tutte le società e lo Junior ha dichiarato la propria disponibilità nella gestione dei campi di via Orcagna, pur non rivendicandone un diritto. Siamo pronti a fare un passo indietro, a rinunciare alla convenzione, nel caso ci sia una società disposta a gestire lo Scarpelli».
«Il 5 febbraio - è stato sottolineato - lo Junior scrive all'ufficio sport chiedendo se in quel momento di assenza di un soggetto gestore fosse possibile, provvisoriamente, mandare i propri atleti ad allenarsi in via Orcagna (in quei giorni si allenavano al campo di cricket del parco di via Giotto). Non abbiamo però avuto risposta, ma il 10 febbraio dall'ufficio sport ci arriva comunicazione e copia della delibera della giunta comunale di affidamento dell'impianto di via Orcagna. L’11 veniamo contattati dall'ufficio sport per definire gli orari con le altre società sorelle (Bsc e Ymca). In quell'incontro in cui è stato trovato velocemente un accordo per gli orari veniamo anche messi al corrente di difficoltà formali nella delibera, che, ci dicono, potrebbe essere oggetto di ritiro. Successivamente scriviamo due volte all’ufficio sport sollecitando una decisione che possa mettere noi e altre società nella condizione di operare sui campi con un minimo di certezza. Non arriva però risposta».
Lo Junior chiede anche che venga analizzato uno stato di consistenza dei campi per problemi che derivavano e derivano da mancanza di ordinaria amministrazione ma, il 10 marzo, viene informato che la delibera n.30 non è esecutiva.
I dirigenti dello Junior nel ribadire che la priorità è far giocare i ragazzi, si sono augurati «che nel giro di pochi giorni l'amministrazione comunale chiarisca definitivamente il quadro delle responsabilità».
«Oggi è a serio rischio – secondo Baccetti e Luciani Billi – la sopravvivenza del baseball grossetano e lo Junior si farà promotore di una comune riflessione tra le società sportive della città per la elaborazione di un documento da cui emerga una visione dello sport a Grosseto con l'intenzione di sottoporlo ai candidati a sindaco perché lo rendano parte del proprio programma».
«Diciamo no alla cogestione - è stato anche detto - perché è un assurdo amministrativo: si dovrebbero dividere le spese in parti uguali e non è possibile con chi vuole condividere il campino ma non quello più grande». Quanto durerà lo sciopero? «Fino a che verrà presa una decisione non andremo sui campi: abbiamo la responsabilità di 100 ragazzi».
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