Il dolore
Addio al Rov, i vigili perdono pezzi
I sommozzatori sempre più poveri: se ne va il loro “robottino” subacqueo
GROSSETO. Si legge e si pronuncia nella stessa maniera, Rov. Se domandate in giro cosa sia e quale sia la sua utilità, saranno in pochi a sapervi rispondere. L’argomento è praticamente un patrimonio degli specialisti, o quasi. Ma se passate dal comando vigili del fuoco di Grosseto e fate la stessa domanda, non solo saprete a cosa serve e come funziona, ma loro stessi vi racconteranno anche una quantità infinita di episodi, legati al suo impiego e al soccorso.
Il Rov Sonar, acronimo inglese di “Remotely operated vehicle”, ha segnato negli anni, con il suo utilizzo, le operazioni più importanti e rischiose in Italia e fuori dai confini nazionali del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto.
«Il Rov - come fanno sapere dai vigili del fuoco - è come se fosse uno di noi. A volte parliamo di lui come di un qualsiasi componente della squadra. Ci siamo specializzati negli anni a usarlo sempre più professionalmente, tanto che il nucleo di Grosseto era diventato uno dei punti di riferimento fra i più importanti, se non il più importante sul territorio nazionale». Uno strumento che a lungo ha fatto “compagnia” ai vigili sommozzatori, come una componente importantissima nelle operazioni di soccorso. E da domani, proprio come uno di famiglia che se ne va, malinconicamente il robot Rov-Sonar Falcon Seaeye per la ricerca strumentale subacquea in alto fondale fino a 300 metri - in dotazione dal 2005 al nucleo Sommozzatori di Grosseto oggi chiamato Nucleo soccorso subacqueo acquatico - lascia il capoluogo maremmano per essere destinato a interventi di riparazione e manutenzione straordinaria presso la ditta specializzata Acquatica di Venezia. Successivamente passerà probabilmente a un altro nucleo.
In altri momenti, forse, la notizia di per sé non avrebbe suscitato tanto interesse, ma in una situazione dove da più parti e da tempo si ventila e si paventa la possibilità di chiudere il nucleo di Grosseto per necessità legate alla spending review, ora qualche timore è sollevato. In molti temono che ciò possa essere un primo passo proprio verso quella direzione. Un preludio allo smantellamento. Di certo un indebolimento. Tutto questo nonostante l’attività di ricerca subacquea strumentale abbia dato risultati importanti operando fin dal 1990 dapprima col sistema Filippo (robot di 1° generazione) e poi dal 1994 al 2005 con l’Hidrovision Hyball (Robot di 2° generazione) e infine dal 2005 con l’attuale Falcon (Robot di 3° generazione).
Grosseto è stato il primo nucleo Sommozzatori dei vigili del fuoco nazionale che ha operato con questo strumento, effettuando decine di interventi di ricerca e recupero.
Basti pensare a Reggio Calabria, Crotone, Lago Maggiore – Laveno, Isola d’Elba, Alghero, Ischia, Formiche di Grosseto, Lago di Garda. Sono solo alcune delle mète per le operazioni effettuate con successo su vari fondali tra 58 e 250 metri.
Da non scordare per esempio l’eccezionale operazione che nel 2001 portò al ritrovamento e recupero fino alla superficie dalla profondità di 372 metri, dopo tre mesi di lavoro, reso ancora più duro dalle pessime condizioni meteo nel lago Maggiore in località Griffa nel Verbano e con il nucleo di Milano, di un aereo Cesna 4 posti con i corpi di tre persone all’interno, due dei quali di una coppia di giovanissimi sposini spagnoli. Oltre 25 anni di crescita, acquisizione e mantenimento di competenze. Il nuovo nucleo dove il Rov sarà impiegato dopo la riparazione, probabilmente, dovrà rifarsi quasi daccapo nell’acquisizione di un’appropriata competenza necessaria al suo impiego, con spreco di risorse e di tempo. C’è chi si chiede perché non sia stato lasciato a Grosseto, dove ci sono le capacità e l’esperienza necessaria per impiegarlo al meglio invece di mandarlo altrove. La foto d’epoca dei tempi d’oro nel 2005 mostra verso destra Alberto Falciani, Massimiliano Bennati, il coordinatore del nucleo Quinto Capecchi, il capo nucleo Giorgio Sgherri, Paolo Meandri, Marco Pierro, l’istruttore di Venezia Lorenzo Cervellin, Luca Brinieri, Paolo Scipioni, Massimiliano Ghezzi,Marco Borragine, Italo Baldi,Nicola Marosi, Guido Petrucci e Ivan Ferrari.
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