Gioco
Una villetta tutta in legno che va d’accordo con l’ambiente
È la prima a Follonica ad essere costruita con materiali completamente ecocompatibili Non ci sono caldaia né termosifoni classici: la casa è quasi autosufficiente dal punto di vista energetico
FOLLONICA. La prima casa costruita in legno a Follonica è in via Sanzio. Chi si è trovato ad attraversare la strada principale del quartiere Capannino nella città del golfo, avrà sicuramente notato un cantiere di fronte alla piscina comunale, un cantiere che già a prima vista ha qualcosa di anomalo rispetto a quelli che solitamente si vedono in città. Se infatti le fondamenta sono state costruite con i metodi tradizionali diverso è il sistema che gli operai stanno utilizzando per realizzare il resto della villetta, una bifamiliare su due livelli, di 400 metri quadrati totali.
I muri della casa sono completamente in legno, o meglio in legno lamellare incrociato X-Lam, un materiale innovativo che unisce la naturalezza allo sviluppo tecnologico, resistente come il legno massello. A realizzarla è un’azienda follonichese la Vivolegno che ha sede nella zona industriale del golfo. Da dove nasce l'idea? «Questa metodologia di costruzione si è sviluppata alla fine degli anni novanta nel Nord Europa dove oggi è molto utilizzata - spiegano i costruttori - in Italia, per adesso, siamo ancora agli inizi. La nostra azienda ha già costruito edifici simili ma non in un quartiere residenziale: è la prima casa in legno a Follonica». Ma quali sono le caratteristiche del legno X-Lam? «I pannelli così fatti - continuano dalla Vivolegno - garantiscono elevate prestazioni termiche, consentendo di ridurre in modo significativo le dimensioni delle pareti a parità di isolamento termico richiesto. Una casa in legno strutturale, sottoposta ai normali piccoli interventi di manutenzione ordinaria, si dimostra estremamente durevole nel tempo. La casa rispetta gli standard antisismici, in caso di incendio mantiene le sue caratteristiche fino ad alte temperature, e inoltre progettare una casa di questo tipo è veloce e fa risparmiare molto il cliente. La casa è in classe A+ ed è quasi completamente passiva, ciò significa che è un edificio che copre la maggior parte del suo fabbisogno ricorrendo a dispositivi passivi».
Niente più caldaia o termosifoni classici, addio ai muri di cemento: questa villetta è quasi totalmente in legno, proprio come se ne vedono nei Paesi del Nord Europa. «Lavorare con le nuove tecnologie è nel contempo affascinante e faticoso - spiegano i costruttori - questo perché in Italia ancora non si è sviluppata appieno la cultura dell’ecosostenibilità e del risparmio energetico, quindi anche solo riuscire a contrarre un mutuo per una simile costruzione diventa più problematico del normale, perché i documenti richiesti sono ancora strettamente legati al consueto modo di costruire case».
Ma c’è anche la difficoltà progettuale, non si conoscono bene i materiali di ultima generazione e quindi manca la capacità di elaborarli. «Lo si può facilmente constatare se pensiamo a quanta energia spendiamo per riscaldare un’abitazione: tantissima - dicono dall’impresa - Mentre attraverso l’uso di materiali appropriati, quindi di alta qualità, sostenuto da una progettazione semplice ma efficace, com’è il caso della “Casa passiva”, è possibile raggiungere risultati ottimali con l'impiego di una quantità limitata di energia». Ieri mattina il cantiere è stato visitato da due classi dell’istituto Manetti di Grosseto, accompagnate dalle professoresse Romina Camaiti, Lucia Corrieri ed Erminia Cavarretta: l’innovazione parte anche dalle scuole e dalle nuove generazioni e per questo l'azienda ha accolto con piacere la richiesta del geometri grossetano.
I ragazzi hanno potuto così vedere da vicino come vengono poi messe in pratica le nuove tecnologie e che cosa significa affrontare progetti così innovativi.
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