Attenzione
Prosciolti per le violenze al Falusi
Erano sotto processo un infermiere e due operatori geriatrici
MASSA MARITTIMA. Abbracci, pacche sulle spalle, strette di mano, sorrisi. E poi, appena fuori dall'aula, la telefonata a casa per dire che era andato tutto bene, che erano stati prosciolti.
«Il fatto non sussiste». Così il giudice Sergio Compagnucci ha mandato assolti tre operatori dell’istituto Falusi di Massa Marittima, finiti sotto processo per violenza privata e lesioni. Secondo l’imputazione, Fabrizio Rosi e Marzio Delle Monache, operatori geriatrici, e Maurizio Triunfo, infermiere professionale, avrebbero costretto sei ospiti della struttura a ingerire contro la loro volontà bevande o altre sostanze mediante siringhe, anche di grandi dimensioni, inserite in bocca con la forza. Due dei pazienti avevano riportato, sempre secondo l’imputazione, lesioni personali (vescicole in bocca per la donna, vomito e diarrea per l’uomo). Gli imputati avrebbero agito di notte e si sarebbero approfittati anche dell’età e delle condizioni di salute delle parti offese - nessuna delle quali si è costituita parte civile: si tratta di persone che all’epoca dei fatti (maggio 2011) aveva tra i 90 e i 59 anni. Il pm onorario Elena Bartalini aveva chiesto condanne per tutti e tre, ma aveva differenziato le posizioni: 6 mesi per Triunfo, che avrebbe solamente assistito all’episodio, 9 mesi per gli altri due, che avrebbero invece agito materialmente.
Non era stato aperto l’incidente probatorio, in fase di indagine, per cristallizzare le deposizioni degli anziani pazienti. Nel corso del processo solamente una persona interesata era stata ascoltata. Ha detto l’avvocato Alfredo Florindi, difensore di Rosi e Delle Monache: «L’imputazione è tutta basata su dichiarazioni de relato, non dirette. E teniamo conto anche del clima che si era formato al Falusi, una situazione di grande contrasto per motivi personali». E il legale ha fatto notare come singolare il fatto che tra i sessanta pazienti «erano stati “scelti” quelli con i maggiori problemi psichiatrici». Ha aggiunto la mancanza di referti medici. Ha sottolineato che Rosi e Delle Monache erano quella notte per la prima volta in servizio insieme. Ha rimarcato che nel corso delle indagini interne, da lui ritenute carenti, nessuno pare essersi accorto dell’evidente deficit mentale dei pazienti. «L’unica persona che siamo riusciti a sentire ha smentito le violenze». Anche secondo l’avvocato Duccio Bari, difensore di Triunfo, ha messo in evidenza il fatto che gli episodi contestati non sarebbero mai successi e che comunque manca un qualsiasi tipo di riscontro oggettivo.
Il giudice ha preso tre mesi per il deposito delle motivazioni.
(p.s.)
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