Sicurezza
Primo confronto a quattro seguito da 200 grossetani
All’hotel Granduca giovedì sera erano assenti due dei sei aspiranti sindaci Si è parlato di sicurezza, furti e movida. Mascagni il più bersagliato
GROSSETO. Si è svolto giovedì sera all’hotel Granduca, organizzato da Rtv38, il primo incontro-confronto pubblico tra quattro dei sei candidati a sindaco di Grosseto attualmente ufficializzati.
Mancavano infatti Carlo Vivarelli (Movimento Toscana Stato) e Tania Amarugi (Amici di Beppe Grillo).
Presenti, invece, Lorenzo Mascagni per la coalizione di centrosinistra, Antonfrancesco Vivarelli Colonna per la coalizione di centrodestra, Giacomo Gori (candidato del M5s) e Stefano Carotta per la Lega Toscana.
Si è parlato di sicurezza davanti a circa 200 persone. Dopo l’introduzione da parte del generale dei carabinieri in congedo, Marcello Carnevali, già comandante provinciale dell’Arma, membro della commissione parlamentare Antimafia, esperto in criminalità organizzata e sicurezza del territorio, i candidati si sono sottoposti al fuoco di fila delle domande. Coordinatore e moderatore il giornalista Giancarlo Capecchi.
Il confronto ha permesso ai candidati di spiegare il proprio programma rispetto ad alcune questioni che a Grosseto tanti cittadini considerano dirimenti: per esempio l’incremento dei furti negli appartamenti, il caos post movida nel centro storico, i parcheggiatori abusivi, l’incremento dei clochard in alcune aree della città.
Gori ha detto che la legislazione nazionale è debole e che di conseguenza gli amministratori locali hanno strumenti non efficaci per affrontare certi problemi. Il candidato del M5s ha parlato anche dei tagli del Governo. Riguardo ai bisogni di Grosseto, Gori ha promesso più formazione e informazione civica, coinvolgimento dei giovani, cultura, spazi di aggregazione e di sana convivenza. «Vorrei coinvolgere le associazioni delle comunità straniere nel presidio del territorio. E penso sia indispensabile favorire – ha detto Gori – il lavoro notturno della municipale e una diffusione dei sistemi di videosorveglianza e tutela. Servono anche maggiori controlli sulle abitazioni spesso affittate a più persone senza documenti in regola e un recupero dei non-luoghi».
Lorenzo Mascagni è stato il più attaccato dagli avversari; in alcuni passaggi perfino contestato dal pubblico, una platea a prevalenza centrodestra. «Quello della sicurezza – ha ribadito - è un tema talmente serio che va maneggiato con cura, evitando di parlare solo alla pancia della gente. Il Comune su questo versante non ha molte competenze, ma se sarò sindaco terrò la questione tra le priorità». Mascagni ha sottolineato l’inutilità di militarizzare Grosseto. Scelta su cui si è detto d’accordo anche Vivarelli Colonna. «Investiremo invece sul decoro urbano, a partire dal centro storico, e sulla coesione sociale. Insomma, sono convinto che Grosseto abbia bisogno di politiche su più livelli, che tocchino più aspetti del vivere insieme».
Infine Vivarelli Colonna, forse il più incisivo tra i candidati: «Farò tutto ciò che è nei miei poteri per restituire sicurezza ai grossetani – ha detto – Il nostro piano d’intervento prevede un assessorato per programmare politiche ad hoc, l’aumento del personale, una task force tra Istituzioni, un sistema integrato di videosorveglianza. E poi il Governo dovrà assumersi delle responsabilità e smetterla di negare l’evidenza».
Gabriele Baldanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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