Il Tirreno

Grosseto

VICINO NOMADELFIA

Picchiato e rapinato nel bosco: due arresti

Elisabetta Giorgi
Una pattuglia della polizia
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Una pattuglia della polizia

Droga e violenza: la squadra Mobile scopre e ferma i due pusher aggressori, che rifornivano anche una minorenne

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GROSSETO. Picchiato e rapinato nella macchia da due connazionali, entrambi spacciatori, che sono stati  arrestati dalla polizia dopo indagini lampo. La coppia di pusher, come si è scoperto dalle indagini, riforniva anche una minorenne. La storia risale al tardo pomeriggio di mercoledì 9 quando un cittadino tunisino si è presentato in Questura a Grosseto dicendo di essere stato malmenato da due nordafricani nel bosco vicino a Nomadelfia.

Agli agenti l’uomo ha raccontato la vicenda nei seguenti termini: intorno alle 15 – dunque poche ore prima - era stato contattato telefonicamente da uno dei due aggressori, dai quali solitamente acquistava cocaina, che gli avevano chiesto di essere raggiunti presso la comunità di don Zeno. Appena arrivato sul posto con un suo amico l’uomo è stato aggredito alle spalle dai due nordafricani che, dopo averlo picchiato, l’hanno derubato dell’iphone, del giubbotto e di un mazzo di chiavi (di casa e dell’auto), oltre alle scarpe.

La Squadra Mobile si è messa sulle tracce dei due presunti rapinatori, appurando che avevano lasciato la zona a bordo dell’auto di un’altra persona, a quanto pare un cliente sul momento non meglio identificato, che solitamente li accompagnava sul luogo dello spaccio. Nel corso dei vari appostamenti, intorno alle 22,30 gli agenti hanno notato transitare a Roselle un’auto che corrispondeva a quella cercata: c’era un uomo al volante. L’auto è stata bloccata in via dei Laghi. Il passeggero che gli sedeva a fianco e uno dei due passeggeri posteriori, entrambi tunisini, hanno tentato di scappare aprendo gli sportelli, ma gli agenti hanno bloccato i fuggitivi prima ancora che scendessero dal mezzo.

Dalla perquisizione è emerso che uno dei tunisini aveva con sé un involucro in cellophane trasparente con dentro altri due sacchettini termosaldati: uno verde contenente polvere beige, poi risultati 0.4 grammi di eroina e l’altro bianco contenente polvere bianca, poi risultata mezzo grammo di coca.

L’italiano al volante ha detto alla polizia d’aver assistito alla rapina messa a segno dai due nordafricani ai danni del tunisino, indicandone gli autori nei due stranieri fermati, dai quali – ha riferito – lui stesso acquistava da tempo stupefacente. I riscontri hanno dato esito positivo. Anche il cittadino tunisino che si era presentato in Questura ha riconosciuto nei due stranieri fermati gli autori sia della rapina (a seguito della quale aveva riportato lesioni guaribili in 5 giorni) che di precedenti cessioni di droga.

Nel veicolo c’era anche una ragazza minorenne di 17 anni, che ha confessato di avere una relazione sentimentale con uno dei due spacciatori: come hanno appurato le indagini, le due dosi sequestrate a uno dei due stranieri erano destinate proprio a lei e al conducente italiano del mezzo. Anche prima di salire in macchina, i due stranieri avevano dato sia al conducente sia alla ragazza un’altra dose.

Ulteriori passaggi di droga alla minorenne risalivano indietro nel tempo. I due tunisini sono risultati irregolari sul territorio nazionale: uno ha 24 anni e l’altro 26. Entrambi sono stati sottoposti a fermo per rapina, lesioni e spaccio di droga con l’aggravante di averla ceduta ad una minorenne. I due sono stati portati nel carcere di Grosseto dove sono rimasti in custodia cautelare dopo l’udienza di convalida del fermo che si è tenuta venerdì.

 

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