Il Tirreno

Grosseto

Botte fuori dalla discoteca: tre condanne

Un anno per Laurini, D’Amore e Brezzi, dovranno anche risarcire il cliente. Assolto il disc jockey

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Tre condanne e un'assoluzione al termine del processo per lesioni aggravate che vedeva imputato tra gli altri Rossano Laurini, 45 anni, noto imprenditore dello spettacolo e conosciuto anche perché compagno della showgirl e attrice Vanessa Incontrada (estranea al processo). Un episodio avvenuto il 16 agosto 2010 davanti alla discoteca Black Sun di Punta Ala.

Laurini è stato riconosciuto colpevole dal giudice Sergio Compagnucci insieme ad Alessandro D'Amore, 44 anni, imprenditore follonichese, e Nicola Brezzi, 33 anni, di Rispescia, per le ferite causate a Marco Papini, un giovane aretino che si era costituito parte civile con l'avvocato Bufalini di Arezzo. I tre sono stati condannati a 1 anno: non menzione e sospensione della pena subordinata al pagamento della provvisionale entro un mese dal passaggio in giudicato della sentenza. I tre condannati dovranno intanto versare 15mila euro ciascuno (più spese per 5mila euro), mentre la pena definitiva sarà stabilita dal giudice civile. Pugni e schiaffi colpirono al volto il turista aretino, all'epoca 22enne, causandogli la frattura mandibolare e quella delle ossa nasali, nonché un trauma cranico commotivo, con una prognosi superiore ai 40 giorni e con indebolimento permanente dell'organo della masticazione. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Elia e Novelli.

Assolto invece per non aver commesso il fatto Paolo Lunghi, 40 anni, follonichese, disc jockey (difesa Risaliti).

Il processo si è chiuso dopo udienze partite nel 2012. Al termine del dibattimento, il viceprocuratore onorario Elena Bartalini aveva chiesto la condanna per tutti e quattro, a 8 mesi ciascuno. I difensori hanno bollato come «non credibile» la ricostruzione maturata in dibattimento di uno «squadrone della morte» che si sarebbe avventato su Pacini. Hanno fatto notare che molti clienti quella sera avevano tenuto un comportamento sopra le righe e che in tanto avevano bevuto. Hanno sollevato dubbi sulle identificazioni avvenute a molti mesi di distanza. Per tutti hanno chiesto l'assoluzione.

La parte civile ha replicato respingendo a sua volta l'ipotesi di una «regia della testimonianza» che avrebbe orientato la ricostruzione e ha sottolineato che i quattro erano stati individuati nell'immediatezza dai carabinieri; eccessivo poi, secondo il legale, dire che chi beve diventa automaticamente un delinquente. Il giudice ha impiegato mezz'ora per decidere, poi è tornato in aula leggendo il dispositivo con il quale invia gli atti alla Procura per la presunta falsità delle dichiarazioni rese da cinque testimoni nel corso del dibattimento. Fra novanta giorni, una volta depositate le motivazioni, i difensori potranno proporre appello.(p.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa