Sicurezza
Hashish nel fienile, Bilella sotto processo
Conclusione dell’udienza con il rito abbreviato stamani davanti al giudice Marco Bilisari per Antonino Bilella, l’agricoltore custode di Villa Adua condannato all’ergastolo per l’omicidio di...
Conclusione dell’udienza con il rito abbreviato stamani davanti al giudice Marco Bilisari per Antonino Bilella, l’agricoltore custode di Villa Adua condannato all’ergastolo per l’omicidio di Francesca Benetti e oggi sotto accusa per droga. Ventiquattro ovuli e sette panetti da un etto ciascuno di hashish. Quel chilo di fumo nascosto in un secchio che trovato da Orso, il cane della polizia durante un sopralluogo a Villa Adua, alla fine di novembre del 2012. «Quella porcheria», ha detto l’imputato parlandone incidentalmente nel corso dell’interrogatorio in aula davanti alla Corte di assise, prendendone le distanze.
Bilella, che oggi dovrebbe essere presente (è detenuto attualmente a Pisa), nell’udienza del 20 novembre scorso aveva chiesto di essere ascoltato anche su questo ritrovamento. Quando venne interrogato dal giudice delle indagini preliminari a proposito di questo ritrovamento era già in carcere per l’omicidio: disse di saper nulla di quella droga e che la zona del fienile dove era stato trovato lo stupefacente, era facilmente raggiungibile dall'esterno. Chiunque, insomma, sarebbe potuto entrare e mettere quei panetti di hashish, che erano avvolti nella carta di un quotidiano locale datato 31 ottobre, nel fienile. Sull'involucro in plastica, gli specialisti della scientifica avevano trovato impronte digitali, nitide e leggibili: ma non sono quelle di Bilella. E anche i reperti raccolti quel giorno, le tracce biologiche presenti sul sacchetto e per terra, non conducono al custode di Villa Adua. Secondo la Procura invece, quella droga era stata messa lì dal custode. Oggi la discussione tra accusa e difesa sulla base degli atti finora acquisiti. Poi la sentenza. (p.s.)
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