Il dolore
«C’era perfetta buona fede»
È stata battaglia all’udienza preliminare e lo sarà anche in udienza. I difensori del colonnello Mallozzi, gli avvocati Luciano Giorgi e Carlo Valle, hanno presentato memorie e sostenuto...
È stata battaglia all’udienza preliminare e lo sarà anche in udienza. I difensori del colonnello Mallozzi, gli avvocati Luciano Giorgi e Carlo Valle, hanno presentato memorie e sostenuto argomentazioni che a loro giudizio avrebbero dovuto indurre il gup a pronunciarsi per un proscioglimento. «Innanzi tutto per un episodio di concussione il colonnello è stato prosciolto e dunque il teorema si è incrinato - spiega Valle anche a nome di Giorgi - Poi lo stesso giudice nel decreto riconosce che più che la concussione sarebbe configurabile l’induzione indebita». E il giudice demanda al dibattimento il compito di approfondire, anche alla luce della riforma del 2012 a proposito di costringimento e induzione: «I concessionari non hanno mai parlato di costringimento». Sono questioni da approfondire anche quelle relative alle contestazioni di peculato: «Nel 2015 - aggiunge l’avvocato Valle - il Comando generale della guardia di finanza emanò una circolare che spiegava in modo chiaro quali sono le possibilità di utilizzo delle auto di servizio. Evidentemente perché prima la materia chiara non era. C’era dunque la perfetta buona fede. Non c’è tra l’altro né un’auto specifica né un autista specifico. E chi lo aveva accompagnato lo aveva fatto a puro titolo di cortesia». (p.s.)
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