Il dolore
Un ratto morto dentro una cuccia
FOLLONICA. Gli animalisti non accettano la tesi dei veterinari dell’ Asl: i cani del Martellino secondo loro non sono in condizioni ottimali. Non si placa la controversia sugli animali tenuti nei...
FOLLONICA. Gli animalisti non accettano la tesi dei veterinari dell’ Asl: i cani del Martellino secondo loro non sono in condizioni ottimali.
Non si placa la controversia sugli animali tenuti nei rifugi, oggi privi di autorizzazione e in fase di smantellamento, nella località Valli di Follonica: adesso a suscitare l’ira di chi si è occupato del caso, andando volontariamente a vedere la situazione degli amici a quattro zampe nella campagna follonichese, è il responso della visita dei medici dell’azienda sanitaria, visita che risale a circa dieci giorni fa, fatta su richiesta del sindaco di Follonica Andrea Benini.
I veterinari Oreste Menchetti e Otello Berretti il 26 febbraio hanno fatto una verifica sul posto i cui risultati sono stati scritti ufficialmente in una relazione. La stessa riporta che non sono emersi segni clinici tali da poter formulare ipotesi di maltrattamento: gli amici a quattro zampe a giudizio dei medici dell’Asl stanno bene e non sono in condizioni critiche. Questo quanto si legge nell’ordinanza pubblicata all’Albo pretorio del Comune di Follonica che obbliga i proprietari degli animali di portarli via da quei ricoveri entro i prossimi venti giorni, comunicando nel contempo all’amministrazione la nuova collazione degli stessi.
Ieri pomeriggio in risposta a quelle dichiarazioni sono state pubblicate delle foto del Martellino, in cui si nota un ratto di grandi dimensioni morto all’interno di una delle cucce, in un’altra invece sono ritratte le buche piene di acqua sporca sempre dentro un ricovero. Questo per testimoniare, a detta degli animalisti, la situazione pessima in cui sono tenuti i cani. Non solo: c'è chi racconta che uno di quei segugi è morto dieci giorni fa dopo che era stato portato via da quel luogo e accudito dai volontari che hanno provato a salvarlo. Per lui non c’è stato nulla da fare però, aveva una patologia grave che non era più curabile. Un altro cucciolo invece era stato portato via mesi fa sempre dalle volontarie. Insomma le parole dei medici non piacciono agli animalisti che continuano a portare avanti la loro battaglia per difendere quei cani. (p.v.)
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