Ultimo saluto a Segato, il suo coro ha cantato in chiesa
BORGO CARIGE. In chiesa hanno risuonato le note del coro Ager Cosanus che il maestro ha diretto per tantissimi anni. La bara è stata portata in spalla dai volontari crocerossini con cui il musicista...
BORGO CARIGE. In chiesa hanno risuonato le note del coro Ager Cosanus che il maestro ha diretto per tantissimi anni. La bara è stata portata in spalla dai volontari crocerossini con cui il musicista divideva straordinari momenti d’amore verso il prossimo.
«Un uomo dal cuore grande che nemmeno un reparto di cardiologia sarebbe riuscito a contenere. Oggi per lui saranno tristi anche le canne del nostro organo». Basta forse questa frase pronunciata da don Marcello Serio, il sacerdote di Borgo Carige che ha ieri officiato il rito funebre insieme ai sacerdoti di Orbetello, Neghelli, isola del Giglio, Albinia e Fonteblanda, a descrivere chi fosse il maestro Giovanni Segato. La comunità capalbiese era in lutto. Il sindaco Luigi Bellumori, a cui si sono aggiunti i “colleghi” di Orbetello, Giglio e un delegato di Monte Argentario, a stento tratteneva le lacrime. Non c’erano fiori sulla bara del maestro: ad accompagnarlo erano l’amore e le lacrime di dolore della moglie e dei figli, della madre, del fratello e le voci melodiose del coro che lui stesso aveva fondato tanti anni fa. A dargli l’estremo saluto è stata una folla immensa composta da amici, colleghi e alunni, suoi e della moglie. Tantissimi i volontari crocerossini di Capalbio che hanno sorretto il feretro. C’erano gli stendardi della Misericordia. Don Marcello ha ricordato i bei momenti che il maestro ha passato col suo coro e con coloro che l’hanno conosciuto. «Giovanni scherzava con la morte - ha detto il parroco - e capiva il perché io dicessi sempre “ci vediamo domani a Dio piacendo”. Ci siamo saluti poco prima e poco dopo Giovanni non c’era più». Un uomo che pretendeva molto dai suoi coristi, dai suoi alunni. Rigoroso, credente, non perdeva una messa la domenica. «Un educatore», ha detto il parroco. Un uomo che teneva molto alla perfezione, per sé e per i suoi coristi. E che aveva il cuore d’oro. Giovanni era un uomo «sincero, schivo e riservato che a ogni mio problema ha sempre detto “te lo risolvo io” e lo risolveva senza tante chiacchiere».
Giovanni Segato amava la musica, amava insegnarla. «Spesso - ha detto don Marcello - noi ci fermiamo alle apparenze e non ci chiediamo come le persone siano davvero. Giovanni amava due verbi, ascoltare per arrivare a credere. Il suo era un ascoltare che passava attraverso il cuore e formava la coscienza». L’omelia di don Marcello «è stata fatta arrampicandosi sugli specchi - ha confessato il parroco - tanto era strano dover salutare un amico come lui». Messaggi di cordoglio sono arrivati dalla preside Elsa Lisci Falaschi di cui Segato è stato vicepreside a Capalbio e dalla presidente della Consulta della Cultura, professoressa Italia Baldi La Banca. (i.a.)
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