Il Tirreno

Grosseto

Due giorni per salvare gli “olivoni”

di Fiora Bonelli
Due giorni per salvare gli “olivoni”

Parte il progetto di Slow Food per ripulire i terreni di Fibbianello dove ci sono 32.000 piante davvero speciali

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SEMPRONIANO. L’associazione Culturale La Piazzoletta di Semproniano, da qualche anno ha intrapreso dei percorsi per tutelare e togliere dal degrado l’oliveto millenario di Fibbianello formato da ben 32.000 olivi.

Molti degli olivoni che sono stati abbandonati dai proprietari rischiano di essere sopraffatti da rovi e altre piante infestanti, la notevole massa di rami inutili che si trova su ogni pianta causa la frattura di molti tronchi e tutto questo potrebbe far sparire questo monumento ambientale in pochissimi anni.

Franco Ponzuoli che guida la Piazzoletta ed è il responsabile per le biodiversità di Slow Food, ha in animo di dare vita a molte iniziative per salvare questi monumenti della natura, unici in tutta la provincia. Oltretutto alcune giovani piante sono i figli dell’olivone, quella pianta di olivo millenaria che fu bruciata da ignoti nel 1998. «Il primo percorso - spiega Ponzuoli - è quello di adottare interi pezzi di territorio dove si trovano questi olivi per potarli e pulirli da tutta la vegetazione che li sovrasta in modo da farli respirare e dar loro modo di riprendere vigore. L'appello che insieme a Slow Food facciamo da qualche anno è “Salviamo l’oliveta millenaria di Fibbianello”, organizzando anche una due giorni di potatura e pulitura dove intervengono persone da tutta la Toscana. Quest’anno i giorni scelti sono sabato e domenica: il 12 verrà offerto un pranzo al sacco durante il lavoro dei volontari che si spera aderiranno numerosi».

Il secondo percorso è un sogno, ma possibile: «Quello di poter realizzare un parco di piante monumentali - aggiunge - e in collaborazione con le scuole superiori di Semproniano stiamo tentando di organizzare la classificazione delle piante per poi inviarle alla Regione Toscana, mentre la scuola stessa con il documentario “adottiamo l’olivone” parteciperà ad un bando nazionale del Ministero dell’Istruzione». E infine il terzo percorso, quello di inserire l’olio di questa oliveta nel Presidio dell’olio nazionale di Slow Food. «Sabato - prosegue Ponzuoli - dovrebbe essere presente a Semproniano anche la responsabile toscana dell’olio di Slow Food e le presenteremo questo progetto».

Il territorio, dunque, è quello notissimo dell’Olivone di Fibbianello, ulivo plurimillenario, ubicato nei pressi del podere Fibbianello, e purtroppo colpito nel 1998, dal grave incendio doloso che ebbe risonanza in tutta Italia. Studi per stabilirne l’età, tramite la tecnica del Carbonio-14, sono stati effettuati da parte dell’Università di Perugia, mentre studi del Cnr hanno esaminato il genoma della pianta e di altre simili presenti nella zona, per determinarne con precisione la varietà. La tradizione ancora viva a Semproniano ricorda che, per raccogliere le olive dell’Olivone, occorrevano tre piani di scale, che chi raccoglieva le olive non scendeva a terra nemmeno per il pranzo, rimanendo a mangiare sui rami della pianta, e che, nelle annate più favorevoli, l'Olivone arrivava a produrre anche 8 quintali di olive. Anche in seguito ai danni subiti da un fulmine, che ne aveva ridotto le dimensioni di circa 3 metri, prima del grave incendio subito nel 1998, l’albero raggiungeva, con uno dei tre rami principali, l’altezza di 21 metri.

Dopo l’incendio dell’olivone, la pianta non morì e produsse nuovi polloni dalle radici. Grazie a tale vitalità, l’assessorato alla Conservazione della Natura della Provincia di Grosseto e l’istituto Leopoldo II di Lorena, con l’accordo del Comune di Semproniano e del proprietario della pianta, hanno messo in campo un progetto che ha portato alla nascita di numerosi “figli dell’Olivone”. Tramite riproduzione per talea o micropropagazione, sono state prodotte numerose piantine, geneticamente identiche all’Olivone, che sono state poi fatte crescere nelle serre dell’Istituto agrario.

Fra l’altro, i primi figli dell’olivone furono tenuti a battesimo, a Firenze dal poeta di origini sempronianine Mario Luzi.

Infatti, giunte al momento adatto per il trapianto, dopo che le prime erano state donate alle scuole della Provincia di Grosseto e alla Fondazione il Fiore (www.fondazioneilfiore.it) di Firenze, furono presentate dai ragazzi alla presenza del poeta Mario Luzi, e poi consegnate anche agli olivicoltori del Comune di Semproniano.

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