Il Tirreno

Grosseto

Corsa contro il tempo per salvare lo squalo

di Gabriele Baldanzi
Corsa contro il tempo per salvare lo squalo

Un esemplare di capopiatto si è spiaggiato ieri a Marina di Grosseto È morto sull’arenile: vive in profondità e può essere pericoloso per l’uomo

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MARINA DI GROSSETO. Uno squalo capopiatto di due metri e mezzo si è spiaggiato ieri pomeriggio sul bagnasciuga di Marina di Grosseto, all’altezza del bagno Lido, nel tratto di litorale davanti al Leopoldo II.

Una sorpresa inattesa. La carcassa è stata avvistata da alcune persone che passeggiavano lungo spiaggia, nonostante la giornata invernale. Purtroppo il predatore era giù morto quando sono intervenute le prime mani esperte, per soccorrerlo e provare a riportarlo in mare. «Si tratta di un raro esemplare di squalo capopiatto (Hexanchus griseus) – spiega il maresciallo Andrea Porzio, comandante della delegazione di spiaggia di Marina di Grosseto - un predatore che abita il mar Mediterraneo e che è abbastanza raro incrociare. Solitamente vive in acque profonde ed è considerato un grande migratore. Pericoloso per l’uomo a causa della sua mole, non si hanno tuttavia notizie di attacchi».

Lo squalo misurava, come detto, due metri e quarantanove centimetri di lunghezza e quarantacinque centimetri di larghezza.

Appariva in buone condizioni, a parte alcune escoriazioni frontali, forse causate dall’impatto con un’imbarcazione di dimensioni ragguardevoli.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Guardia Costiera di Marina di Grosseto, a seguire i responsabili dell’Arpat di Livorno, che hanno effettuato una serie di prelievi e di analisi per poter risalire alla causa della morte dell’animale.

Successivamente è stato disposto il recupero e lo smaltimento della carcassa da parte della Capitaneria di Porto. Tra i primi ad arrivare in spiaggia, chiamato da alcuni amici, Alessandro Beri, titolare del bagno Nettuno e presidente dell’associazione balneari di Marina.

«Sì, sono stato chiamato perché portassi una muta – racconta Beri - alcune persone, tra cui alcuni giovani volontari dell’associazione Terramare, volevano provare a rimettere lo squalo in acqua. Poi si è visto che era impossibile. Non da molto, ma l’animale era già morto. A prima vista sembrava uno squalo volpe, non pericoloso. Capita di vederli, ma a largo. Uno spiaggiamento è cosa rara. Credo che a Marina episodi di questo tipo siano davvero insoliti. Negli ultimi anni ricordo di un paio di spiaggiamenti di delfini verso le Marze».

Sono state scattate dai passanti e dagli abitanti di Marina diverse fotografie dello squalo capopiatto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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