Proteste
Ci sarà una lista Mascagni
Il segretario comunale del Pd anticipa le prossime mosse del centrosinistra
GROSSETO. Il segretario comunale del Pd Saimo Biliotti accetta di commentare il voto delle primarie. Lo fa pesando ogni parola, con l’evidente proposito di scansare le polemiche. Biliotti è carico e ottimista. «Voglio andare oltre il discorso della partecipazione, anche se nessuno può sminuire il risultato raggiunto. Ciò che a Grosseto emerge dalle urne e dalla campagna elettorale preprimarie – dice – è un Pd e un centrosinistra più forte, che in città diventa punto di riferimento delle fasce sociali più deboli, ma anche di elettori che provengono dalle professioni, dalle imprese, dal pubblico impiego, dove rimane fondamentale il comparto della sanità. Alle iniziative che abbiamo organizzato con Mascagni ho visto tante persone che non conoscevo, volti nuovi, elettori non abituali e non solo del mondo cattolico. Sarebbe riduttivo pensarlo. Credo piuttosto che sia giunto alla città quel messaggio di apertura su cui abbiamo insistito tanto. Il Pd adesso gioca in campo aperto, gli steccati sono stati abbattuti, c’è spazio per chi vuole impegnarsi, c’è voglia di ascolto».
Mascagni. «Lorenzo Mascagni – assicura Biliotti – è il miglior candidato che poteva essere selezionato. Ha un patrimonio di qualità non comuni e un consenso personale che, ne sono convinto, è destinato a crescere. Il Pd e gli altri partiti staranno un passo indietro. Faranno squadra e lasceranno guidare il capitano. Non ripeteremo errori commessi in passato». Biliotti si riferisce, in primis, alle persone che andranno a comporre le liste e poi l’eventuale maggioranza in consiglio. «Mascagni, in caso di vittoria, sceglierà una squadra a lui fedele in base ai risultati del voto. Avrà autonomia. Noi contribuiremo a formare una lista pd plurale, che rappresenti le varie sensibilità del partito. In lista con il pd si andrà dopo aver passato un esamino… Gli svogliati, gli assenteisti, i traffichini a ‘sto giro si siedono in panchina».
Le liste. Ma quante liste s’intende mettere in campo intorno a Mascagni? «Il mio auspicio e l’obiettivo a cui lavoreremo come Pd – risponde Biliotti – è quello di ampliare la coalizione verso altre istanze civiche e verso quella sinistra fuori dal Partito democratico». Biliotti non lo conferma ma le liste potrebbero essere sette, forse otto: Pd, Psi, Udc-Cd, le civiche Passione e Grosseto Oggi (cioè Lamioni e Felicioni), le civiche Gente e Fare (cioè Culicchi e Gabbrielli), la lista del sindaco (con i non iscritti Fusini e Goretti) e, a sorpresa, un’aggregazione di sinistra. «Non c’è nulla di certo, ancora», nega Biliotti. In effetti la sinistra deciderà a breve se correre con un proprio candidato ed eventualmente imparentarsi dopo il primo turno, oppure confluire subito in questa coalizione extralarge.
Strategie e centrodestra. «Un requisito per stare al tavolo – prosegue Biliotti - sarà quello di non anteporre i propri interessi e le poltrone al bene della città. Sono sicuro di confrontarmi con persone intelligenti. Dibatteremo su programma e strategie. Insieme sosterremo con fiducia il candidato sindaco Mascagni, che sarà il garante degli accordi. Sono in molti – aggiunge Biliotti – a considerare competitivo il centrodestra. Vedremo. Io sono convinto che vinceremo di nuovo. In rimonta. È vero, Vivarelli Colonna è un buon candidato, dà la sensazione di avere tanta energia, ma la sua alleanza sa di... antico. Mascagni, apparentemente più sobrio, ha altrettanta energia ed è la vera novità per questa campagna elettorale. Capacità di leadership che nei prossimi giorni mesi avrà modo di dimostrare».
La guida del partito. Infine la conduzione del Pd cittadino. «Non sono mai stato commissariato come si è cercato di far credere. Lo strumento politico che affianca l’esecutivo comunale è stato istituito per ampliare la condivisione e la partecipazione di tutte le anime del partito. Ricordo che per la prima volta nella storia ci sono due imprenditori a ricoprire il ruolo di segretario comunale e provinciale. Le cose non accadono mai casualmente. Le motivazioni che mi spinsero ad accettare la candidatura sono le stesse di oggi, costruire un progetto di governo innovativo capace di confermare il centrosinistra al governo della nostra città. Raggiunti gli obiettivi riterrò chiusa questa esperienza». A ottobre, comunque vada, il Pd andrà a congresso.
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