Il Tirreno

Grosseto

Borghi: "un patrimonio di voti che non si regala"

Enrico Pizzi
Paolo Borghi (foto Bf)
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Paolo Borghi (foto Bf)

Sconfitto alle primarie, il vicesindaco chiede l'azzeramento degli accordi pre elettorali

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GROSSETO. «Siamo il primo gruppo della coalizione, tanti cittadini ci chiedono di non disperdere questo patrimonio e noi non lo disperderemo, andremo avanti per il bene della città che si aspetta un cambiamento». È un Paolo Borghi combattivo quello che a quattro giorni dal voto delle primarie fa una disamina del voto. Borghi annuncia sostegno a Mascagni, ma è anche deciso a far pesare i quasi tremila voti ottenuti alle primarie. «È un 45 per cento di gente convinta - dice - che vedeva tutto l'establishment dall'altra parte...  Non è un mistero. Un voto di opinione importante che non può essere regalato, ma utilizzato per fare il bene della città. Vogliamo che la città cambi passo, le forme con cui lo faremo non ci abbiamo ancora pensato».

Innanzitutto Borghi chiede l'azzeramento di tutti gli accordi che sarebbero stati fatti in vista delle primarie, a partire da quello per la carica di vicesindaco al segretario del Partito socialista Francesco Giorgi. E poi, chiede che la futura giunta contenga solo facce nuove e lui per primo non vorrà farne parte. Insieme a Patrizia Siveri, che lo affianca, chiede al Pd che si evitino fughe in avanti sia per quanto riguarda aperture a nuove alleanze, sia per quella che dovrebbe essere la lista del sindaco, annunciata dal segretario comunale Saimo Biliotti e avversata dai borghiani che temono porti via voti sia al Pd che alle civiche che hanno partecipato alle primarie. Il principio è che ciascuna di queste cose debba essere discussa e approvata prima in assemblea e poi nella coalizione. Non ultimo, poi, Borghi e i suoi non vogliono sentir parlare di valzer di poltrone, come quello che sarebbe partito per la conferenza dei sindaci dell'Asl, che potrebbe andare al sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e l'ipotesi di mettere alla guida dell'Acquedotto del Fiora Giovanni Lamioni, incamerando così il sostegno di Passione Maremma. Per Borghi non ci sono discussioni: la conferenza dei sindaci deve essere presieduta dal sindaco di Grosseto.

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