Finanza
Ato sud e Sei nel mirino della Procura
Secondo round di perquisizioni e 7 indagati dopo l’esposto del M5s di Grosseto. L’azienda: «Occasione per far chiarezza»
GROSSETO. A otto mesi di distanza dall’acquisizione di documenti nella sede dell’Ato Toscana sud, la guardia di finanza fa nuove perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta sulla maxigara d’appalto da oltre 140 milioni di euro che, tre anni fa, ha assegnato a Sei Toscana il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo e in sei comuni della provincia di Livorno, in tutto 106 Municipi.
Stavolta le perquisizioni non hanno riguardato solo l’Ato toscana sud (a maggio 2015 la finanza acquisì della documentazione nella sede di Siena) ma anche Sei Toscana (il raggruppamento di imprese che si sono aggiudicate l’appalto), Sienambiente (la capofila) e studi di avvocati e commercialisti.
La Procura della Repubblica di Firenze ipotizza la turbativa d’asta e l’indagine è partita da Grosseto e da un esposto presentato nel 2013 dal Movimento 5 stelle del capoluogo maremmano delle province di Grosseto, Siena e Arezzo e per sei comuni della provincia di Livorno.
Risultano indagate sette persone. Si tratta di Andrea Corti, direttore generale dell’Ato sud, gli avvocati Marco Mariani e Valerio Menaldi, il commercialista e amministratore delegato di Sei Toscana Eros Organni, i commercialisti Dario Capobianco e Luciano Nataloni (già indagato per Banca Etruria). Indagato anche Fabrizio Vigni, vicepresidente di Sei Toscana e presidente di Sienambiente (capofila del raggruppamento di imprese partecipanti alla gara), che fino a pochi mesi dopo l’affidamento del servizio a Sei era consigliere d’amministrazione di Scarlino energia, la società che possiede e gestisce l’inceneritore di Scarlino.
La gara si è svolta nel 2012. A marzo 2013 è risultata vincitrice Sei Toscana e alla fine di quel mese è stato firmato a Firenze il contratto con Ato. La società ha iniziato a operare il 1º gennaio 2014.
Sei Toscana è composta da dodici società. Il socio principale è Sta (Società toscana ambiente), una holding di cooperative tra cui il colosso emiliano Unieco e le toscane Cooplat e Castelnuovese; Sta detiene il 26,80 per cento di Sei. Seguono Sienambiente (23,79 per cento), Cooplat (13), Aisa (12,53), Ecolat (11,27), Csa (5,03), Casentino servizi (0,64), Crcm (0,34), Coseca (0,07), La Castelnuovese (0,10), Revet (0,33), Unieco (0,10 per cento).
A Grosseto i dubbi sulla gara e sull’intero sistema della gestione dei rifiuti esistono da subito. Sollevati più volte dal Forum Ambientalista e dal Comitato Beni Comuni di Grosseto, sono entrati nel dibattito politico grazie al Movimento 5 stelle che si è mosso da un lato a livello amministrativo, chiedendo – e ottenendolo dopo quasi due anni – un consiglio comunale aperto sul tema, e dall’altro sul piano giuridico, presentando un dettagliato esposto alla Corte dei conti, che poi ha passato le carte alla Procura di Firenze, competente sul caso perché è nel capoluogo toscano che è stato firmato il contratto di servizio.
Tre sono i punti contestati. Il primo è che il bando di gara sarebbe stato scritto su misura per essere vinto da Sei Toscana. Il secondo è che alla gara abbia partecipato, alla fine, solo Sei Toscana, anche in virtù del fatto che le altre due società concorrenti si sono ritirate. Il terzo è l’intreccio di rapporti tra i consulenti dell’Ato, la società pubblica che ha bandito la gara, e il raggruppamento di imprese che compongono Sei Toscana.
In tutta la provincia in questi primi due anni di gestione Sei si sono moltiplicate le proteste da parte di cittadini, comitati e sindaci, che lamentano un peggioramento del servizio, a fronte di un rincaro della tassa sui rifiuti.
Secondo un calcolo di Cittadinanzattiva, nel 2014 Grosseto la Tari è costata in media 429 euro, la cifra più alta del centro nord Italia.
«Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e auspichiamo che si compiano al più presto tutte le verifiche necessarie a chiarire il procedimento di aggiudicazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani nell’Ato Toscana Sud, la cui correttezza riteniamo che alla fine verrà dimostrata – dichiara il presidente di Sei Toscana Simone Viti in una nota – Siamo convinti della legittimità del nostro operato e siamo certi che, una volta esaminata la documentazione, sarà accertata l’assoluta regolarità dell’iter. È per tale motivo che questa fase di approfondimento dell’indagine, avviata oltre due anni fa, è per noi, finalmente, un modo per far luce una volta per tutte sul nostro operato».
«Nella consapevolezza di aver sempre agito nel rispetto di tutte le leggi di settore, con l’obiettivo di dare ulteriore sviluppo e consolidamento all’attività del gestore unico – si legge ancora nella nota divulgata da Sei Toscana e Sienambiente – le due società e le persone coinvolte si sono messe a disposizione della magistratura con massima collaborazione e senso di responsabilità. Sei Toscana e Sienambiente ribadiscono come i fatti di questi giorni, non interferiranno sulla qualità dei servizi erogati e sul lavoro e la professionalità delle proprie strutture».
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