Sicurezza
Rifiuti, maxiappalto sotto inchiesta
La Procura di Firenze ipotizza la turbativa d'asta sul servizio che l'Ato toscana sud ha affidato a Sei Toscana. Sette indagati
GROSSETO. È partita da Grosseto e da un esposto presentato dal Movimento 5 stelle del capoluogo maremmano l’inchiesta della Procura di Firenze sulla gara da 140 milioni di euro per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti delle province di Grosseto, Siena e Arezzo e per sei comuni della provincia di Livorno, in tutto 106 Municipi. Nell’ambito dell’inchiesta sono indagati sette tra manager di Ato Toscana sud _ il comprensorio delle tre province _ e Sei Toscana, il raggruppamento di imprese che si sono aggiudicate l’appalto, avvocati e commercialisti.
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La Procura della Repubblica di Firenze ipotizza la turbativa d’asta e la scorsa settimana la guardia di finanza, nel corso di perquisizioni, ha acquisito documentazione all'Ato e a Sei.
Sette persone risultano indagate: Andrea Corti, direttore generale dell’Ato sud, gli avvocati Marco Mariani e Valerio Menaldi, il commercialista e amministratore delegato di Sei Toscana Eros Organni, i commercialisti Dario Capobianco e Luciano Nataloni (già indagato per Banca Etruria). Indagato anche Fabrizio Vigni, vicepresidente di Sei Toscana e presidente di Sienambiente, capofila del raggruppamento di imprese partecipanti alla gara, e fino a pochi mesi dopo l'affidamento del servizio a Sei consigliere d’amministrazione di Scarlino energia, la società che possiede e gestisce l’inceneritore di Scarlino.
La gara si è svolta nel 2012. A marzo 2013 è risultata vincitrice Sei Toscana e alla fine di quel mese è stato firmato il contratto con Ato. La società ha iniziato a operare dal 1° gennaio 2014. Sei Toscana è composta da dodici società. Il socio principale è Sta (Società toscana ambiente), una holding di cooperative tra cui il colosso emiliano Unieco e le toscane Cooplat e Castelnuovese; Sta detiene il 26,80 per cento di Sei. Seguono Sienambiente (23,79 per cento), Cooplat (13 per cento), Aisa (12,53 per cento), Ecolat (11,27 per cento), Csa (5,03 per cento), Casentino servizi (0,64 per cento), Crcm (0,34 per cento), Coseca (0,07 per cento), La Castelnuovese (0,10 per cento), Revet (0,33 per cento), Unieco (0,10 per cento).
A Grosseto i dubbi sulla gara e sull’intero sistema della gestione dei rifiuti esistono da anni. Sollevati più volte dal Forum Ambientalista di Grosseto, sono entrati nel dibattito politico grazie al Movimento 5 stelle che si è mosso da un lato a livello amministrativo, chiedendo _ e ottenendolo dopo quasi due anni _ un consiglio comunale aperto sul tema, e dall’altro sul piano giuridico, presentando un dettagliato esposto alla Corte dei conti, che poi ha passato le carte alla Procura della Repubblica di Firenze, competente sul caso perché è nel capoluogo toscano che è stato firmato il contratto di servizio.
Tre sono i punti contestati. Il primo è che il bando di gara sia stato scritto su misura per essere vinto da Sei Toscana. Il secondo è che alla gara abbia partecipato, alla fine, solo Sei Toscana, anche in virtù del fatto che le altre due società concorrenti si sono ritirate. Il terzo è l’intreccio di rapporti tra i consulenti dell’Ato, la società pubblica che ha bandito la gara, e il raggruppamento di imprese che compongono Sei Toscana.
"Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e auspichiamo che si compiano al più presto tutte le verifiche necessarie a chiarire il procedimento di aggiudicazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani nell’Ato Toscana Sud, la cui correttezza riteniamo che alla fine verrà dimostrata", dichiara il presidente di Sei Toscana Simone Viti. "Siamo convinti della legittimità del nostro operato e siamo certi che, una volta esaminata la documentazione, sarà accertata l’assoluta regolarità dell’iter. E’ per tale motivo che questa fase di approfondimento dell’indagine, avviata oltre due anni fa, è per noi, finalmente, un modo per far luce una volta per tutte sul nostro operato".
"Nella consapevolezza di aver sempre agito nel rispetto di tutte le leggi di settore, con l’obiettivo di dare ulteriore sviluppo e consolidamento all’attività del gestore unico _ si legge nella nota divulgata da Sei Toscana e Sienambiente _ le due società e le persone coinvolte si sono messe a disposizione della magistratura con massima collaborazione e senso di responsabilità. Sei Toscana e Sienambiente ribadiscono come i fatti di questi giorni, non interferiranno sulla qualità dei servizi erogati e sul lavoro e la professionalità delle proprie strutture".
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