Il Tirreno

Grosseto

Il manager Usl assicura «Ospedale potenziato»

Enrico Desideri a Castel del Piano annuncia l’arrivo di una nuova risonanza Il sindaco Franci: «Vogliamo essere pienamente partecipi delle scelte»

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CASTEL DEL PIANO. «Il ruolo del presidio di Castel del Piano non è in discussione; l’ospedale sarà rafforzato e riconsiderato nell’ottica dell’integrazione con l’assistenza territoriale, secondo il modello delle reti cliniche integrate e della rete orizzontale tra ospedali».

Questa la certezza che è arrivata dal direttore generale della Usl Toscana sudest, Enrico Desideri, accompagnato dai vertici aziendali, nell’ultimo degli incontri che ha avuto con i sindaci della provincia di Grosseto e che si è tenuto a Castel del Piano ieri mattina.

Desideri ha ricordato come negli ultimi anni, l’ospedale sia stato oggetto di importanti interventi di ristrutturazione, in parte ancora in corso; al suo interno è stata aperta la Casa della salute (la prima di quelle previste nella ex Asl 9) e l’ospedale di comunità.

«A breve sarà installata una nuova risonanza magnetica osteoarticolare – ha detto Desideri – e, entro l’anno, il mammografo digitale. Infine, anche a Castel del Piano il personale del pronto soccorso sarà formato per la gestione dell’emergenza pediatrica, attraverso protocolli condivisi con il dipartimento di Emergenza-urgenza e quello materno-infantile».

La riunione è stata introdotta dal sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, in qualità di presidente dell’articolazione zonale, che ha rimarcato l'importanza di questo incontro, «come vero momento di confronto, di verifica dell’attuazione dei programmi e dei piani di sviluppo; senza eludere le criticità – ha detto Franci, ringraziando Desideri per aver mantenuto fede all’impegno di incontrare ed ascoltare tutti i sindaci dell’area vasta – ma dialogando per risolverle».

Franci ha sottolineato ancora una volta il tasto dolente dell’eliminazione del distretto sanitario dell’Amiata. «Il momento è quanto mai delicato per il futuro delle zone socio sanitarie – ha detto – i cui confini saranno ridisegnati con l’attuazione della riforma. Vogliamo essere pienamente partecipi delle scelte, portare al tavolo le nostre peculiarità e gestire da protagonisti il cambiamento».

È stata affrontata, nel corso dell’incontro, anche l’altra delicata questione dell’assistenza territoriale. «Per quanto riguarda l’assistenza territoriale, sarà implementato il ruolo dell’Aggregazione funzionale territoriale (Aft) nella Casa della salute – ha assicurato il direttore generale – per il governo delle liste di attesa e la presa in carico dei pazienti cronici». (f.b.)

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