La manifestazione
Condannato per lo scontro mortale
Motociclista morì sulla Panoramica del 2008: 1 anno e 4 mesi per il conducente del furgone
GROSSETO. È stato condannato a 1 anno e 4 mesi, più a risarcire con provvisionali tra 50.000 e 100.00 euro le parti civili, l’automobilista che il 10 ottobre 2008 era alla guida di un furgone Mercedes al centro di un incidente stradale nel quale perse la vita Filippo Lanzidei, 47 anni, medico di Roma. Lo scontro avvenne lungo la provinciale 65, la Panoramica, a Monte Argentario, all’altezza di un incrocio.
Antonio Nesti, 70 anni, anche lui argentarino, era imputato per omicidio colposo. Il furgone Vito era venuto a collisione con la moto di Fabio Liberati, una Ducati Monster 695, che procedeva in direzione opposta. L’urto avrebbe fatto scarrocciare la moto di Liberati: gli era finito addosso la Ducati Sport 1000 di Lanzidei, che lo stava seguendo.
È stato un processo fatto di testimonianze e di perizie di esperti. Secondo il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi, la dinamica e la responsabilità sono chiare: il furgone aveva invaso parzialmente la corsia opposta e questa invasione è stata la causa scatenante della «cascata di eventi». Nesti non tenne «una condotta prudenziale né fu rispettoso della segnaletica. È vero che non c’era una linea di mezzeria ma il conducente è obbligato a tenere come punto di riferimento il margine destro». L’accusa ha chiesto 2 anni.
Si è rimesso alla pena di giustizia l’avvocato Luciano Giorgi (parte civile per le famiglie Lanzidei), che ha comunque condotto una ricostruzione approfondita dell’incidente. A suo giudizio, le condizioni della strada «dovevano indurre Nesti a essere particolarmente prudente». Non è vero, secondo il difensore di parte civile, che il conducente si sia tenuto a destra. Lanzidei, che insieme a Liberati partecipava a un convegno sul Promontorio, aveva lasciato moglie e due figlie, di 11 e 14 anni; la madre era morta un anno e mezzo dopo l’incidente. Per ciascuna di queste parti costituite, il legale aveva chiesto cifre tra 50 e 100mila euro di provvisionale, e il compito demandato al giudice civile di stabilire il conto definitivo (e così infatti ha deciso il giudice Giovanni Muscogiuri) facendo riferimento al responsabile civile Italiana Assicurazioni spa.
L’avvocato Claudio Boccini, difensore di Nesti, ha chiamato in causa l’altro motociclista: «In questo processo è mancato un soggetto fondamentale, Liberati. Ha concausato l’incidente. La sua è una condotta inammissibile per un motociclista esperto come si è sempre definito». Ha poi ha sottolineato la mancanza della prova dell’invasione della corsia.(p.s.)
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