Il dolore
Cellulare strappato di mano, Piscicelli a giudizio
L’ingegnere, ormai maremmano d’adozione, nei guai dopo lo sfratto da Villa Spini
MONTE ARGENTARIO. Ennesimo appuntamento davanti ai giudici per l’ingegner Francesco Maria Piscicelli De Vito, ormai maremmano d’adozione per le sue frequentazioni e celebre in tutta Italia per la telefonata con risate del terremoto dell’Aquila.
Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza e mancato rispetto dell’ordinanza del giudice i reati per i quali è stato citato direttamente a giudizio dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro per l’udienza che si terrà fra due settimane davanti al giudice De Vincenzi. Al centro del procedimento c’è la famosa villa Spini Bianchi, a Monte Argentario, per la quale esiste un veemente contenzioso. Piscicelli è imputato per entrambe le imputazioni insieme a un cittadino moldavo di 31 anni, Eugeniu Caraman, abitante a Orbetello. Secondo l’imputazione, avrebbero usato violenza nei confronti della persona, un cittadino romeno di 38 anni, che rivestiva il compito di custode in fase di esecuzione del rilascio ordinato d’urgenza dal Tribunale di Grosseto, presente l’ufficiale giudiziario. Un ordine con il quale la Luxury Fishing & Fly srl avrebbe dovuto rilasciare immediatamente l’immobile a favore della Spini Bianchi srl controllata dalla Sta srl. Una volta entrati nella tenuta con il consenso del custode per poter accudire gli animali presenti, Caraman (su ordine di Piscicelli) avrebbe strappato di mano il cellulare al custode per impedirgli di effettuare chiamate e annunciando che la restituzione dell’apparecchio sarebbe avvenuta solamente se questi fosse uscito dalla tenuta. E il custode sarebbe stato effettivamente costretto a uscire, senza il suo telefono.
Tutto ciò, sempre secondo l’accusa, avrebbe integrato un altro reato e cioè il mancato rispetto dell’ordine del giudice con il quale veniva prescritta la misura cautelare a difesa della proprietà o comunque del possesso. E oltre al custode, è stato individuato come parte offesa per l’eventuale costituzione di parte civile anche il conte Fabrizio Ferrari Sardagna, cui l’immobile doveva finire per ordine del giudice. I fatti sono del marzo 2015. Da quella villa l’ingegnere era poi effettivamente uscito nell’aprile successivo, insieme agli animali custoditi.
Sempre a villa Spini Bianchi, ma nel 2012, vi fu un ingresso di Piscicelli ritenuto abusivo dalla magistratura (cancello sfondato con la Range Rover) e per il quale è pendente un processo.
La presenza di Francesco Maria De Vito Piscicelli all'Argentario è nota anche per altri episodi particolari: tra questi, quando il 26 dicembre 2011 per accompagnare la madre in un ristorante di Ansedonia "posteggiò" il suo elicottero sulla spiaggia, e venne denunciato perché si tratta di area demaniale. Lo stesso elicottero nell'ottobre 2012 andò a fuoco proprio nella piazzola della villa da cui l'imprenditore è stato sfrattato.
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