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Grosseto

Contraffazione, protocollo tra le Procure

Contraffazione, protocollo tra le Procure

Il 25 marzo la firma a Siena. Capasso: «La carenza di produzione non giustifica l’attività illecita»

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GROSSETO. «La carenza di produzione di olio nazionale - circostanza verificatasi con particolare intensità nell'annata 2014 - non può giustificare le azioni illegali con le quali si fabbricano tonnellate di olio nostrano con false certificazioni e transazioni». Sono le parole del Procuratore capo Raffaella Capasso che, arrivata a Grosseto da pochi mesi, ha subito dato impulso alle indagini nel settore agroalimentare. Parole che il capo della Procura aveva pronunciato il giorno in cui, nel palazzo di via Monterosa, era stata spiegata l’indagine del Corpo Forestale.

«Lo sviluppo di un settore agricolo e agroalimentare così importante per la Toscana e per l’Italia non può prescindere da vigorose azioni di contrasto ai crimini agroalimentari che, realizzando - a vantaggio di pochi soggetti - business illegali - dice ancora - mettono fuori mercato coloro, agricoltori e imprenditori agricoli, che producono olio di qualità e di pregio, come l’autentico olio IGP Toscano. La tutela dell’economia e del territorio nazionali e la rivalutazione dell’olio extravergine di oliva dipendono anche dalla lotta ai contraffattori agroalimentari». Proprio a questo proposito il 25 marzo la Procura di Grosseto insieme con le Procure di Firenze, Siena e Arezzo, firmerà, a Siena, un protocollo d’intesa in materia di prevenzione e repressione delle frodi agroalimentari, con il presidente della Regione Toscana e la procura Generale presso la Corte d’Appello di Firenze.

Attenzione che non riguarda ovviamente soltanto la produzione di olio ma tutte le specialità maremmane e toscane che sono tutelate dai marchi di origine controllata e garantita.

L’inchiesta della forestale aveva preso il via proprio da una produzione maggiore di olio rispetto alla capacità delle aziende locali. Le bottiglie di Igp toscano che sarebbe stato prodotto con le olive arrivate dalla Grecia e dalla Puglia erano per la maggior parte desinate al mercato estero, quello americano e quello giapponese e non sono state ritirate dal commercio.

In totale, la Forestale ha sequestrato 300 quintali d’olio e sono stati emessi 47 avvisi di garanzia. I campioni sono stati sottoposti al test del Dna. (f.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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