Il Tirreno

Grosseto

il retroscena

Tutti gli uomini dell’avvocato

di Gabriele Baldanzi

Ecco chi ha portato voti e chi ha abilmente lavorato dietro le quinte

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GROSSETO. Dietro al successo di Lorenzo Mascagni ci sono molteplici fattori. La mobilitazione per l’avvocato rotale si è articolata infatti su più direttrici: non solo i vertici dei partiti (Pd e Psi), ma anche il mondo delle parrocchie e, con esso, una serie di persone (area centro), che in passato hanno oscillato tra i due schieramenti. La sensazione è che la differenza l’abbia fatta la paura della sconfitta, che fino a ieri sera si leggeva in faccia ai vertici del Pd locale; e poi il cosiddetto “mondo di mezzo”, i moderati; ma soprattutto ha pesato la capacità aggregante del candidato. Quella di Mascagni è stata una rincorsa durata venticinque giorni. Meno di un mese contro gli anni di tempo che ha avuto Borghi per coltivare il proprio bacino, comunque grande e decisivo a giugno.

Mascagni e Borghi sabato sera avevano lo stesso identico numero di “mi piace” sulla pagina pubblica (1.209), hanno stampato più o meno lo stesso numero di santini e speso cifre simili, nell’ordine di 10.000 a euro. Non solo. Sempre nei “likes” ai commenti, ai comunicati, alle fotografie, Mascagni è sempre rimasto indietro rispetto a Borghi.

Il sorpasso è avvenuto negli ultimi giorni, nell’ultima curva prima del traguardo. Ora l’obiettivo è fare altrettanto con Vivarelli Colonna.

Arca Factory è l’agenzia che ha programmato la rimonta. Lo spin doctor di Mascagni è l’esperto Massimo Cipriani (tante campagne elettorali alle spalle, spesso vinte), con Monica Moretti e altri collaboratori a seguire la comunicazione politica. Elisa Petroni è stata la custode del comitato Mascagni. Antonella Goretti, Nicola Falco e Giancarlo Tei – più di altri – i motori della campagna preprimarie. Favio Favali e Vittoria Doretti hanno organizzato eventi e iniziative, in qualità di coordinatore e presidente del comitato.

Il segretario comunale Saimo Biliotti, più di Marco Simiani (che ha giustamente cercato di essere fino all’ultimo figura di garanzia), è l’altro vincitore della partita. Non si è visto molto Leonardo Marras, che ha consigliato Mascagni e negli ultimi dieci giorni – liberato dagli impegni a Firenze, grazie al via libera di Dario Parrini – ha fatto un giro col candidato nelle sue “fungaie”. Tra i portatori di voti a Mascagni va segnalato anche l’inossidabile Mario Malentacchi.

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