«Tanti mi hanno votato ma il partito era contro»
Delusione nella sede del comitato di piazza Ponchielli già dai primi risultati «A Lorenzo faccio i complimenti ma non è stata una lotta ad armi pari»
GROSSETO. L’applauso arriva comunque, anche se la battaglia è persa. Perché la battaglia è stata comunque combattuta. «Cosa devo dire? Che sono comunque contento - dice Paolo Borghi a conclusione della serata di scrutinio, trascorsa tutta nella sede del comitato di piazza Ponchielli - perché in tanti mi hanno votato». Contento ma amareggiato. E con le idee chiare su chi e cosa abbiano determinato la sconfitta: «C’è stato uno schieramento del partito chiaro, a partire dal segretario regionale in giù: hanno fatto delle scelte, ne risponderanno ai cittadini...»
E all’avversario? «Faccio i complimenti a Lorenzo, sarà lui a rappresentare la coalizione nelle elezioni. Complimenti a lui e meno ai miei colleghi di partito. Non è stata una partita ad armi pari...».
L’applauso arriva in questo momento, ore 23,40, quando il dato è ormai definitivo, quando sono arrivati anche gli ultimi dati mancanti, quelli di Pace 3: 295 a 297. Lo sbilancio finale è di circa 630 voti. Li hanno calcolati al volo coloro che sono rimasti seduti intorno al tavolo. Niente di tecnologico: carta e penna, giusto la calcolatrice dello smartphone per semplificare le percentuali. Tremilaseicento per Mascagni contro tremila per Borghi. Borghi è andato male nelle periferie. Ché poi i primi dati che arrivavano erano proprio quelli delle frazioni, a causa dell’esiguità delle schede scrutinate. «Roselle non me l’aspettavo così male», aveva detto Borghi quando erano passate da poco le 22.30 e i seggi più veloci avevano già completato le operazioni. Il primissimo dato arrivato in piazza Ponchielli era stato quello di Batignano: negativo, una quindicina di voti a favore di Mascagni. Negativo Marina di Grosseto, negativo Roselle, negativo Mascagni. Istia d’Ombrone invece aveva riportato un +30 che aveva fatto rallegrare il team al lavoro sui numeri. «Frazioni a meno 48» era stato il primo bilancio. Pochi minuti ed ecco i voti dei quartieri cittadini. Negativi anche loro. Borghi si fa scuro in volto, disappunto tra chi affolla la saletta, c’è chi esce per fumare e smaltire il nervosismo, c’è chi punta il dito contro un preciso esponente di partito. Imprecazioni, contenute: ma ci sono anche quelle. La battaglia, questa, è persa. «Contro la Chiesa c’è poco da fare....» si lascia scappare qualcuno. E altri fanno eco. La Chiesa che ha appoggiato Mascagni e l’apparato contrario a Borghi. Uno più uno ha fatto meno 600.
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