Sicurezza
Primarie a Grosseto, decisivo il voto cattolico
L'avvocato rotale Lorenzo Mascagni ferma la corsa di Paolo Borghi, che realizza comunque un risultato di cui sarà difficile non tenere conto
GROSSETO. Ha vinto Lorenzo Mascagni. La corsa di Paolo Borghi, l’uomo che aveva promesso di rinnovare le gerarchie di partito, si è fermata. Non è stato travolto, Borghi, ma certamente ha raccolto molto meno di quello che dopo un decennio da signore incontrastato delle preferenze credeva di portare a casa. Borghi ha preso molti voti, ma Lorenzo Mascagni ne ha presi di più. Un’impresa eccezionale per un candidato sortito all’ultimo minuto.
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Cosa c’è dietro la vittoria dell’avvocato rotale, per dieci anni consigliere comunale dalla modestissima visibilità personale? Certamente c’è il lavoro a tappeto compiuto dai big del Pd, del Psi e dell’Udc, che in queste settimane – consapevoli della forza del vicesindaco uscente – si sono spesi con una grinta (e un inedito affiatamento tra molti di loro un tempo divisi) speciale. Altrettanto certo è il valore personale di Mascagni, che di fronte agli scenari tutti da decifrare prospettati dallo sfidante ha opposto una campagna rassicurante, fondata sul concetto di unità e condivisione contro i pericoli di personalismi e lacerazioni.
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Ma forse più di ogni altro fattore in campo, nell’esito di queste primarie ha giocato il voto cattolico, trascinato in massa dal cattolicissimo Mascagni alle urne. Un elettorato che a Grosseto, per tradizione, si colloca più facilmente nell’area del centrodestra moderato e che – almeno per questo delicato passaggio intermedio – l’avvocato ha portato dall’altra parte.
Proprio questo, nell’analisi a caldo che si proietta al futuro, è l’elemento sul quale si fonda l’ottimismo del Pd e del centrosinistra in vista delle elezioni di giugno. L’avversario ad oggi più temuto (ferma restando la forte incognita M5s) è Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che proprio nella destra moderata e cattolica ha il suo bacino elettorale più solido. Lì, con Mascagni, potrebbe avere vita più dura.
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E poi, a far sorridere il centrosinistra, c’è lo straordinario numero di persone che ieri, domenica 6 marzo, si sono mobilitate per le primarie. È un gran bel patrimonio dal quale ripartire, una fetta del quale è anche merito di Paolo Borghi. Chissà se davvero, come entrambi i contendenti avevano assicurato due giorni prima del voto, tanta ricchezza riuscirà a rimanere unita.
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