Sicurezza
Discarica abusiva a Ribolla 15 giorni dopo la pulizia
Rabbia tra i volontari della Pro loco: il 20 febbraio avevano portato via rifiuti dalla Cernita per farne luogo di visite. Ieri hanno scoperto nuova spazzatura
RIBOLLA. Appena due settimane fa si erano rimboccati le maniche e, con puro spirito di volontariato, avevano ripulito tutto intorno alla Cernita. Per loro, i volontari della Pro loco di Ribolla, e per molti abitanti della zona che di buon grado hanno dato il loro contributo, quel posto ha un valore speciale. È infatti un raro esempio di archeologia industriale, dove veniva selezionato il carbone estratto dai pozzi minerari poi inviato in vagoni alla vicina stazione di Giuncarico. L’obiettivo della Pro loco era ripulire la zona per poi promuoverla, farne meta di escursioni, ridarle la visibilità che merita.
E invece ieri mattina, quando alcuni volontari sono tornati sul luogo, hanno trovato tutto punto e a capo: ancora spazzatura buttata a terra, ancora calcinacci e scarti di cantiere tra l’erba. Una discarica abusiva a tutti gli effetti e, per loro, un pugno nello stomaco.
E sì che il 20 febbraio la Pro loco aveva trovato la collaborazione di tanti cittadini, a partire da Annibale Venturelli, proprietario del terreno, e poi Paolo Mori, Massimiliano Tognarini, Fabrizio Dondoli, il Gruppo dei Carbonari dediti al mantenimento del ricordo della Ribolla che fu. Anche il Comune aveva appoggiato l’iniziativa.
Quel giorno a Cernita erano stati rinvenuti ante di armadi, materassi, secchi, sacchetti della spazzatura. C’erano voluti due giorni ma i volontari avevano portato via tutto.
Ieri però hanno nuovamente assistito allo scempio. «Di nuovo materassi e spazzatura di vario genere – spiega la Pro loco in una nota – in quel luogo che aveva iniziato ad assumere un aspetto meritatamente decoroso». «Dalla spazzatura di casa ad altre cose ingombranti, c’era di tutto – dice con sgomento l’avvocata Silvia Ciampolini, presidente della Pro loco – Il nostro intento non era solo ripulire, ma ripristinare, anche con altre associazioni, questo luogo che è un importante sito di archeologia industriale. Purtroppo con il favore del buio c’è chi, evidentemente, viene qua a scaricare ogni tipo di rifiuti».
La Pro loco, però, non molla. «Allibiti ma non scoraggiati né disillusi e fermi nella convinzione di ben operare – dice l’associazione – emerge la volontà di rendere pubblico il malfatto, con la speranza di sensibilizzare la popolazione ad adottare un comportamento più civile nei confronti della cosa pubblica».
Francesca Ferri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
