Finanza
Cemento nella valle, il Tar dice “no”
Dopo 15 anni il Comune di Castiglione della Pescaia vince contro un’immobiliare o che voleva costruire 100 appartamenti
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Val Mattea rimarrà area verde e non vi potrà nascere nessuna lottizzazione. A chiudere una vicenda che durava da una quindicina d’anni è stato il Tar. Nei giorni scorsi i giudici hanno sentenziato che i previsti 38.000 metri cubi edificabili, in origine deliberati e poi annullati dall’allora amministrazione guidata dalla sindaca Monica Faenzi, sono stati superati con l’approvazione del nuovo Piano strutturale, definitivamente approvato ora dal sindaco Giancarlo Farnetani.
Una vittoria per il Comune castiglionese di rilevante importanza, anche perché in ballo c’erano diversi milioni di euro. La vicenda risale al 2001, quando l’Immobiliare Quadrifoglio, proprietaria di alcuni terreni nella zona di Poggio d’Oro, nel comparto edificatorio CT 003 in Val Mattea appunto, si era vista in un primo momento concedere la possibilità di costruire una lottizzazione, circa 38.000 metri cubi.
Nel giro di pochi mesi però la stessa amministrazione aveva deciso di invertire la rotta (ne aveva fatto le spese l’allora assessore all’urbanistica Osvaldo Bennati, a cui erano state ritirate le deleghe), con la Quadrifoglio che aveva aperto il contenzioso avverso questa decisione.
Dopo un altro passaggio nel 2004 quando il Tar ha confermato l’irricevibilità del nuovo ricorso, nel 2007 il Comune ha adottato un nuovo Piano strutturale dove veniva stralciata la previsione edificatoria di Val Mattea. Anche in questo caso l’Immobiliare Quadrifoglio ha tentato la via legale per far ripristinare le previsioni edificatorie, respinte nuovamente dal Comune nel 2012 dalla giunta Farnetani, visto che si stava profilando l’approvazione di un nuovo Piano strutturale.
L’Immobiliare Quadrifoglio ha tentato ancora di sbloccare la situazione a suo favore, ma con l’approvazione definitiva del Regolamento urbanistico, i terreni venivano collocati all’interno di area agricole, incompatibili con la possibilità di edificazione residenziale, a suo tempo ammessa dal Piano regolatore generale.
Insomma, l’Immobiliare Quadrifoglio ha tentato in tutti i modi in questi quindici anni di controbattere alla volontà dell’amministrazione di non prevedere più una lottizzazione ad alto impatto, appellandosi più che altro al susseguirsi delle scelte e delle decisioni del Tar. Mentre gli stessi tecnici comunali, sia d’ufficio che nel merito del nascente Piano strutturale e poi nel definitivo Regolamento urbanistico, hanno previsto per quella zona di non aumentarne il carico residenziale. In tutto l’Immobiliare Quadrifoglio sperava di costruire un centinaio di appartamenti, in considerazione che il nascente Piano strutturale già ne prevedeva più di 500. Tutte prospettive che il Tar ha di fatto smontato, confermando la bontà delle scelte che un’amministrazione può fare e prevedere in ambito urbanistico, anche per una difesa ambientale del suo territorio.
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