Attenzione
«Terreni espropriati e dimenticati da 10 anni»
SCARLINO. «Portiglioni è stata abbandonata: da 10 anni aspettiamo che ci venga saldato l’indennizzo per l’esproprio dei nostri terreni». I residenti della frazione scarlinese che si affaccia sul mare,...
«Portiglioni è stata abbandonata: da 10 anni aspettiamo che ci venga saldato l’indennizzo per l’esproprio dei nostri terreni».
I residenti della frazione scarlinese che si affaccia sul mare, sono sul piede di guerra: hanno deciso di muoversi per far sentire le loro ragioni che non sono poche. Intanto hanno raccolto delle firme che consegneranno al sindaco di Scarlino, Marcello Stella.
Sono tanti i motivi del loro disappunto: dal fatto che per costruire il porto vennero espropriati dei terreni mai risarciti economicamente; ci sono i continui furti, la mancanza di decoro, il problema del traffico in estate. «Quando qui non c’era il porto molti residenti hanno bonificato la zona, pagato e costruito fogne, messe a dimora piante. Avevano nei loro contratti di proprietà insieme alla casa anche un’area comune: la spiaggetta accanto al ristorante Vittorio, al Puntone di Scarlino. L’amministrazione comunale ci ha espropriato quel terreno per farlo entrare nel possesso della società Promomar, che avrebbe dovuto realizzare qui non una scuola, un parco o quant’altro, bensì abitazioni e fondi commerciali privati inseriti nell'area portuale. Assurdo già allora il provvedimento di confisca che favorisce un privato senza che ci sia alcuna utilità pubblica». I residenti di Portiglioni spiegano che a distanza di 10 anni quel loro spazio è diventato una voragine di cemento e ferraglia, interdetto all’ingresso. «Perché se l’esproprio è stato fatto per un presunto interesse pubblico il Comune non interviene dal momento in cui il privato non procede con l’ultimazione dei lavori? - chiedono gli scarlinesi - Il Comune di Scarlino fu celere nell’espropriare, mai ha agito però nel riconoscere un equo indennizzo ai residenti/proprietari, favorendo così di fatto solo la società Promomar. È sotto gli occhi di tutti la disparità di trattamento tra la società beneficiaria dell’esproprio, alla quale è consentito tutto e i residenti, ai quali nulla è dovuto, ma nessuna autorità muove un passo per capire la situazione e sanare questa terribile vicenda».
I cittadini spiegano che l’abbandono della loro frazione è evidente: la viabilità estiva non permette di uscire dal quartiere; un parco disadorno con rami che cascano ad ogni ventata. Non ci sono marciapiedi, così come non c’è una pista ciclabile, salvo un pezzetto che definiscono malmesso e pericolante davanti al porto. L’illuminazione lascia il quartiere al buio diversi giorni consecutivi per molte notti all’anno. «E per finire la sicurezza. Furti nelle case a non finire. Schiamazzi e vandalismi post discoteca. Insomma una catastrofe», concludono gli scarlinesi. (p.v.)
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