Il Tirreno

Grosseto

Sversamenti dalle centrali nei fiumi

di Francesca Gori
Sversamenti dalle centrali nei fiumi

Due episodi in due giorni: materiale organico nell’area protetta e morìa di pesci e uccelli, indaga la forestale

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA MARITTIMA. Due episodi a distanza di un paio di giorni l’uno dall’altro. Due episodi che hanno fatto suonare il campanello d’allarme per la presenza delle centrali “bio” sul territorio. Uno sversamento si è verificato due giorni fa alla centrale a biomasse di Cernaia e i liquami sono finiti nei fossi e poi nel canale Molla che arriva alla riserva naturale della Diaccia Botrona.

Quando gli uomini del corpo forestale insieme ai tecnici dell’Arpat, alla polizia municipale e a quella provinciale e ai carabinieri sono arrivati lì, hanno visto con i loro occhi le acque scure e i pesci morti asfissiati, insieme a qualche uccello palustre che non è sopravvissuto al disastro.

Ieri mattina, mentre la forestale stava ancora monitorando la situazione alla Diaccia Botrona è arrivato l’allarme per un altro episodio, questa volta nella acque del Bruna, dove sono arrivati altri liquami organici sversati dalla centrale a biogas di Perolla. Allarme scattato al confine tra i comuni di Massa, Gavorrano e Roccastrada.

L’indicatore di quello che era successo durante la notte, ancora una volta, è stata la morìa di pesci nel canale e il colore dell’acqua diventato scuro.

Era un fiume di materiale organico in decomposizione , quello che scorreva ieri mattina nel Carsia e nel Bruna e che nel giro di pochi giorni potrebbe arrivare al mare.

Esattamente come i liquami della centrale di Cernaia che sono già arrivati alla Diaccia Botrona: un disastro, per l’ambiente e per l’ecosistema, sul quale ci sono ora indagini serrate della guardia forestale.

I due impianti non sono stati messi sotto sequestro e per ora non sono scattate denunce, anche perché i motivi dei due sversamenti devono ancora essere chiariti. Nel caso della centrale di Perolla infatti, il digestato che era stato stoccato nei silos, è finito sul terreno di proprietà dell’azienda e da lì è passato nel Carsia e successivamente nel Bruna. Un incidente? Un sabotaggio?

I proprietari della centrale di Perolla hanno raccontato agli uomini delle forze dell’ordine intervenuti per le prime indagini, che qualcuno durante la notte era entrato all’interno della centrale e aveva azionato la leva che regola le pompe per versare il digestato sul terreno. Un’ipotesi, quella del sabotaggio, che deve essere verificata: l’impianto infatti è dotato di telecamere di videosroveglianza e le immagini saranno acquisite dalle forze dell’ordine che stanno indagando su questi sversamenti che sono, purtroppo frequenti.

Sversamenti che a volte verrebbero fatti dalle stesse aziende per scaricare il digestato che in Maremma non può essere venduto, ma che deve essere utilizzato per concimare i terreni di proprietà delle società dove sorgono gli stessi impianti.

«Ci hanno assicurato – dice il sindaco di Gavorrano Elisabetta Iacomelli – che si tratta i materiale organico in decomposizione. Visto che è solubile in acqua non è possibile utilizzare spugne assorbenti, ma è necessario aspettare che si diluisca».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa