Il Tirreno

Grosseto

Sì a curare la viabilità, no a nuove centrali

Nel bel mezzo della discussione sul distretto sanitario, l’Amiata ragiona sul suo futuro, sulla sua attuale debolezza e sulle risorse naturali che potrebbero essere per lei volano di sviluppo. Franco...

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Nel bel mezzo della discussione sul distretto sanitario, l’Amiata ragiona sul suo futuro, sulla sua attuale debolezza e sulle risorse naturali che potrebbero essere per lei volano di sviluppo. Franco Ulivieri, ex sindaco di Castel del Piano, indica l’emergenza principe della montagna in cui stanno gran parte delle argioni della sua criticità attuale. «La viabilità, la strada del Cipressino – dice Ulivieri – è la lama nel fianco dell’Amiata. Tutti gli impegni presi sette anni or sono, al tempo in cui ero sindaco di Castel del Piano e presidente Comunità Montana, sono stati disattesi. La Paganico-Castel del Piano, per capirsi, la strada che avrebbe dato ossigeno alle imprese. Noi abbiamo necessità di realizzare questa strada. Il Cipressino sta franando, è pericoloso, fra poco sarà impraticabile. Mentre si aspetta che qualcosa venga fatto, per lo meno si faccia manutenzione. E occorre anche dare un segnale come territorio e costituire un tavolo, un comitato per il Cipressino, formato da istituzioni e imprenditori. Questa strada blocca qualsiasi obiettivo importante che mettiamo in conto. Per uno sviluppo complessivo amiatino». Ma qual è questo sviluppo secondo l’ex sindaco di Castel del Piano?. «Il progetto per la montagna lo leghiamo all’ambiente, ai prodotti di qualità, all’agricoltura – dice l’ex sindaco – E a questo proposito basta con lo sviluppo geotermico ad alta, media e bassa entalpia. Cerchiamo di fare chiarezza una volta per tutte. Non faccio questione di danni diretti, come inquinamento o altro, quanto piuttosto di scelte che devono essere chiare. Indirizziamoci verso le nostre imprese, sviluppiamo il polo tecnologico di Santa Rita, a Cinigiano, che è la dimostrazione di quanto sia possibile fare cose importanti anche in territori periferici». Da questo punto di vista Franco Ulivieri è certo che «per sviluppare – dice – la montagna occorra creare altre attività imprenditoriali proprio a Santa Rita e nella zona artigianale di Orcia 1. Se vogliamo riconquistare un ruolo e un potere questa è l’unica strada che può salvarci». (f.b.)

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