Il dolore
Polemica sul rispetto del silenzio elettorale
L’ordine della segreteria regionale del partito era stato perentorio: le primarie devono unire e non dividere, nessuno dei due contendenti si azzardi a utilizzare toni e parole laceranti nei...
L’ordine della segreteria regionale del partito era stato perentorio: le primarie devono unire e non dividere, nessuno dei due contendenti si azzardi a utilizzare toni e parole laceranti nei confronti dell’altro. E in effetti così è andata. In particolare i due protagonisti hanno mantenuto la promessa, evitando di impostare le proprie campagne elettorali sulle differenze reciproche. Solo venerdì scorso, al termine del faccia a faccia promosso dal Tirreno, è emerso (ma sempre col massimo fair play) le punture: Mascagni bacchetta il “personalismo che divide” di Borghi, promettendo una nuova stagione di unità e armonia; Borghi accusa Mascagni di essere “prigioniero” della nomenklatura di partito, accreditandosi come l’uomo che svecchierà le geografie del potere a Grosseto. Ed è proprio su questi temi che, dietro le quinte, si è giocata una partita ad alta tensione, assai meno “sorridente” di quella ufficiale. L’ultimo atto proprio ieri. Borghi convoca, come vicesindaco, insieme con il Parco della Maremma una conferenza stampa nella quale viene sottolineato il ruolo decisivo avuto dallo stesso Borghi nel reperimento delle risorse che permetteranno di mantenere lo standard del servizio bus l’estate prossima al Parco. L’altra parte protesta, perché – si dice – così si viola la regola interna che impone il silenzio stampa dei candidati sin dal sabato precedente al voto. Nel pomeriggio, allora, Anna Guidoni, presidente del Collegio di Garanzia della coalizione, scrive alla stampa chiedendo «per il rispetto dei contendenti», che «non vengano pubblicate e/o trasmesse iniziative direttamente o indirettamente riconducibili ai candidati». Insomma, nervi tesi fino all’ultimo minuto.
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