Il Tirreno

Grosseto

L’idea di Ulivieri per i distretti sanitari «Uniamoci a Siena»

di Fiora Bonelli
L’idea di Ulivieri per i distretti sanitari «Uniamoci a Siena»

L’ex sindaco suggerisce un solo ente con l’altro versante amiatino: «Tanto Grosseto è un interlocutore inaffidabile»

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CASTEL DEL PIANO. Sulla questione zonizzazione dei territori della Toscana la Regione ha stretto i cordoni della borsa e ridotto drasticamente le zone dei distretti sanitari basandosi, come sempre, sui numeri. E proprio sui numeri l’Amiata, che ha una bassissima densità di popolazione, perde il suo distretto sanitario. Dopo il primo momento di sensazione di smacco manifestato a livello istituzionale, adesso la partita da giocare è vedere con chi sarà aggregata.

La scommessa sarebbe quella di mantenere un distretto targato Amiata unita, ma pochi ci credono, anche se si lavora per questo. Molta, dunque, l’agitazione attorno alla questione che in Amiata fu aperta e sollevata per primo da Franco Ulivieri, ex sindaco di Castel del Piano e attualmente presidente del Far Maremma.

Ulivieri da tempo sostiene che la perdita del distretto, per l’Amiata, significherà una perdita notevole anche in termini di peso e potere comprensoriale. La partita è così importante da essere balzata subito al centro del dibattito politico, col sindaco di Castel del Piano Claudio Franci entrato a far parte del tavolo aperto sulla faccenda dall’Anci toscana.

Ulivieri, dal canto suo, mette sulla bilancia diversi scenari: «Noi, credo, ci guadagneremmo molto a fare alla Regione Toscana una proposta secca: fare di due distretti, quello dell’Amiata grossetana e quello dell’Amiata senese, uno solo. Di due uno. Facciamo risparmiare la Regione. Meglio di così?».

I numeri non ci sono? «È da vedere – dice Ulivieri – Siamo in tutto 35.000 abitanti che potrebbero salire a 40.000 con l’apporto di qualche realtà della Val d’Orcia, come Montalcino e Pienza. È vero che la Regione ha posto parametri alti, come bacini di 70.000 abitanti, ma è anche vero che ha ipotizzato deroghe per le zone montane. Questa operazione che io prediligo ridarebbe un ruolo forte all’Amiata nel suo complesso anche in vista di future zonizzazioni rispetto al sistema economico e sociale».

La seconda ipotesi, aggiunge Ulivieri, è l’aggregazione Amiata grossetana con le colline dell’Albegna. «La vedo dura con l’ipotesi di unirci con la Val di Chiana – dice l’ex sindaco – Troppo distante. L’area sarebbe davvero troppo vasta e noi rimarremmo ai margini. Che è quello che vorremmo evitare».

Altra soluzione potrebbe vedere l’aggregazione fra Amiata e Val d'Orcia. «Un ventaglio molto vario e diverso – dice Ulivieri – anche se in verità la prima ipotesi è quella che mi parrebbe più naturale. Anche in vista di eventuali Unioni o fusioni che vedrebbero un terreno già sistemato in distretto unitario. D’altra parte l’idea di Unione mi pare stia rapidamente attecchendo fra i comuni dell’Amiata e, dopo un momento di incertezza, i sindaci hanno capito che senza Unione siamo più deboli. Lo capiscono tanti altri comuni, tanto che Unioni stanno nascendo anche in zone come Roccastrada e Campagnatico, dove è andato Cinigiano. Noi bisogna marciare compatti e far capire alla Regione che l’Amiata c’è, e vuole essere autonoma con un distretto sanitario di tutti e due i versanti».

Alla domanda se sia da escludere l’aggregazione con Grosseto, Ulivieri sbotta: «Con Grosseto? Proprio no. Dal 1992 non abbiamo avuto mai buoni rapporti. Sono 22 anni che Grosseto osteggia le scelte dell’Amiata grossetana. Noi abbiamo fatto scelte istituzionali e politiche. Mai che sia successo che eravamo d’accordo. Purtroppo la storia alle spalle ci dice che per l’Amiata Grosseto non è un interlocutore affidabile».

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