Il Tirreno

Grosseto

Corruzione e abusi: avvisi di garanzia

di Pierluigi Sposato
Corruzione e abusi: avvisi di garanzia

Otto indagati per l’iter relativo alla ricostruzione di una palazzina su viale Italia: proprietaria, costruttore, tecnici e funzionari

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FOLLONICA. Corruzione, atti contrari ai doveri d'ufficio, abuso d'ufficio, falso, abusi edilizi, violazione del codice della navigazione. Tutti questi reati sono stati ipotizzati dalla Procura nell'avviso di fine indagini che riguarda otto persone (ciascuno con responsabilità e reati differenti), finite sotto inchiesta per la ristrutturazione - o demolizione con ricostruzione ex novo, ed è proprio questo il tema del contenzioso - di una palazzina in viale Italia a Pratoranieri. Proprietaria, tecnici, costruttore, funzionari comunali sono indagati per un fascicolo aperto nel 2012: nell'agosto l'immobile fu messo sotto sequestro, i sigilli sono stati rimossi nel maggio 2015. Delle indagini si era occupata la polizia municipale della Procura. La vicenda ha seguito anche un percorso amministrativo, con un ricorso la cui decisione pende ancora davanti al Consiglio di Stato.

Gli indagati. Tutti e otto devono rispondere dell'abuso edilizio. Sono Silvia Moreni, abitante a Campiglia Marittima, proprietaria e committante; Piero Livaldi, di Follonica, costruttore; Andrea Pistolesi, di Follonica, progettista e direttore dei lavori architettonici; Andrea Paletti, di Follonica, direttore dei lavori strutturali ma anche componente della commissione edilizia comunale; Roberto Daviddi e Stefano Mugnaini, entrambi di Follonica ed anch'essi componenti della commissione; Elisabetta Tronconi, funzionario comunale responsabile del procedimento amministrativo; e Domenico Melone, dirigente dell'area tecnica del Comune. Questi ultimi due avrebbero autorizzato una ristrutturazione quando invece la Procura (il fascicolo era stato aperto dal sostituto procuratore Stefano Pizza) ipotizza che si sia trattato di una nuova costruzione, a causa delle caratteristiche tecniche differenti (altezze, volumi, superfici, tipologia, numero piani, copertura, numero aperture, distanze); i componenti della commissione avevano votato favorevolmente il progetto. Sarebbe servito un permesso diverso e sarebbero state violate numerose normative, tra l'altro quelle che tutelano le zone a vincolo paesaggistico come quella di viale Italia.

Demanio marittimo. Moreni, Livaldi, Pistolesi e Paletti devono anche rispondere della presunta violazione del Codice della navigazione, perché l'immobile rientra nella fascia costiera dei 30 metri dal confine col demanio marittimo e non vi sarebbe stata autorizzazione preventiva. A Pistolesi sono contestate le false dichiarazioni di conformità contenute nella richiesta di permesso di costruire. A Meloni e Tronconi la falsità parziale del permesso a costruire rilasciato (conformità alla normativa urbanistica).

Parere e corruzione. C'è poi il capitolo del parere della commissione edilizia, rilasciato nell'ottobre 2011. L'abuso d'ufficio è contestato a Mugnaini, perché avrebbero procurato alla Moreni il vantaggio di realizzare opere che legittimamente non avrebbero potuto essere fatte e avrebbero comunque portato alla realizzazione di un immobile di volore notevolmente maggiore rispetto al precedente. E in questo caso Mugnaini è in concorso con Paletti e Daviddi, che però devono rispondere secondo la Procura di un'ipotesi più grave e cioè quella corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio: il parere ritenuto illegittimo sarebbe stato rilasciato in cambio di utilità da parte di Moreni, consistenti nell'incarico di direttore dei lavori strutturali (affidato a Paletti) e in quello di collaudatore delle opere (affidato a Daviddi), entrambi retribuiti. Daviddi e Paletti sarebbero stati contattati tramite Pistolesi, cui la Procura contesta la corruzione in concorso con la Moreni.

Abuso d’ufficio. Non è finita. C'è un'ulteriore contestazione di abuso d'ufficio: riguarda ancora Pistolesi nonché Melone e Tronconi. Qui la materia è il pagamento degli oneri concessori: vennero fatti pagare 32mila euro a titolo di ristrutturazione ma secondo la Procura di via Monterosa la cifra corretta sarebbe stata quella di 78mila, cioè quella prevista per gli interventi di nuova costruzione. La differenza di 45mila euro sarebbe andata a vantaggio della proprietaria e a danno delle casse del Comune. Tronconi e Melone hanno un'ulteriore contestazione di abuso d'ufficio per un presunto difetto di istruttoria della pratica che avrebbe finito per causare vantaggi al privato.

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