Il Tirreno

Grosseto

Carretti di gelati in spiaggia Il Tar condanna il Comune

di Francesca Ferri

Castiglione della Pescaia aveva ridotto gli operatori perché l’arenile si era ristretto per l’erosione. Aveva pure introdotto il criterio di anzianità, ma viola la Bolkestein

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Una è la nemica numero uno dei balneari. L’altra è il terrore delle spiagge di Castiglione della Pescaia. E adesso, come se non bastassero i problemi per l’ambiente, i disagi per i bagnanti e le spese per l’amministrazione, entrambe si mettono di traverso anche nei rapporti tra venditori ambulanti e Municipio, finendo per procurare a quest’ultimo una condanna al Tar.

L’erosione costiera e la direttiva Bolkestein portano guai a Castiglione della Pescaia. Il Tar ha condannato il Comune a pagare 5.000 euro e a ritirare una delibera di giunta che, nel 2012, aveva stabilito regole più stringenti per il commercio ambulante tra gli ombrelloni.

Il ricorso lo aveva presentato Salvatore Benigno, operatore nel commercio ambulante, settore cibo. Uno di quelli, insomma, che passano sulla spiaggia con i carrettini e vendono gelati, frutta, acqua.

Nel 2012 il Comune di Castiglione della Pescaia decide di abbassare da otto a cinque il numero di operatori che vendono alimenti e stabilisce anche che un operatore possa avere due licenze, cosa che in passato non era prevista. Anche gli ambulanti che vendono altro tipo di merce diminuiscono, da trenta a dieci. Perché questa modifica? L’erosione costiera, dice il Comune, ha assottigliato le spiagge e non c’è abbastanza posto per tutti.

Il 19 marzo 2012 la giunta delibera le nuove regole e nelle settimane e mesi successivi il Comune indice due gare per assegnare i posti e stabilisce che, per stilare la graduatoria, chi ha già operato sull’arenile avrà più punti degli altri.

Il signor Benigno si oppone per la parte che riguarda il commercio di alimenti. Prima di tutto contesta che la riduzione dei posti si basi sugli effetti dell’erosione costiera. Poi contesta il criterio dell’anzianità di presenza e il fatto che un operatore possa prendersi due licenze. Infine critica anche che i carrettini per alimenti debbano fermarsi dalle 13 alle 16. Due giorni fa, a quattro anni da quel ricorso, il Tar ha emesso la sentenza e gli ha dato ragione quasi in pieno.

Il riferimento all’erosione costiera come motivo per diminuire il numero degli operatori è, per il Tar, «generico» e «di carattere discrezionale». Per porlo alla base delle nuove regole, dicono i giudici, doveva essere ben circostanziato, cosa che il Comune non ha fatto. Inoltre l’erosione c’era anche in passato.

Bocciata dal Tar anche la previsione che un unico operatore possa prendere due licenze. Il Comune l’aveva motivata come una misura per tutelare le «potenzialità imprenditoriali acquisite negli anni», ma il Tar ribatte che non è dimostrato che un operatore con due carrelli porti benefici maggiori per il consumatore.

Quanto all’anzianità di presenza, il Tar tira fuori la famigerata direttiva Bolkestein, che toglie il sonno ai balneari. La direttiva, come noto, mira a garantire la massima concorrenza e vuole che, per assegnare le concessioni balneari, non venga più data priorità a chi in passato ha già ottenuto una concessione. Il Tar, insomma, applica la Bolkestein anche ai carrettini dei gelati. «Un sistema che si affida prevalentemente al criterio di anzianità di servizio viene a rendere sostanzialmente impossibile l’entrata nel mercato di un soggetto fornito di maggiore professionalità», dice il Tar.

I giudici ritengono, però, giusta la decisione del Comune di interrompere il servizio nelle ore centrali della giornata «nell’ottica della garanzia della tranquillità dei bagnanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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