Lutto
«Una sola promessa: il buon governo»
Mario Chiavetta si presenta, fra due settimane sfiderà Monica Paffetti. E ragiona già da primo cittadino
ORBETELLO. Ha fatto parte dell'amministrazione comunale attualmente al comando ricoprendo la carica di assessore con delega ai lavori pubblici fino alle sue dimissioni di poche settimane fa e prima ancora era stato il presidente del consiglio comunale lagunare. Mario Chiavetta fra due settimane sfiderà alle primarie di coalizione Monica Paffetti, sindaca in carica a Orbetello, per conquistare il posto di candidato sindaco del centro sinistra.
Chiavetta, 33 anni, è nato a Orbetello da una famiglia che vive in laguna da generazioni. E' fra i soci fondatori del Pd di Orbetello e si è presentato alle ultime elezioni provinciali appoggiando Leonardo Marras alla presidenza; in seguito, 5 anni fa, si è candidato nella lista di centrosinistra, Uniti per il Cambiamento, ottenendo un ottimo risultato. Ora le sue ambizioni sono cresciute e si sente pronto a prendere il timone del paese con l'aspirazione di farne un ente «in grado di governare e non di subire».
Mario Chiavetta, finalmente le primarie sono diventare realtà. «Sì, finalmente. Era dallo scorso luglio che le chiedevo. La loro ufficializzazione non è la vittoria di nessuno ma solo del centrosinistra che potrà in maniera democratica esprimere il suo candidato. Con le primarie il centrosinistra ne esce più compatto».
Lei ha sempre sostenuto che, anche grazie agli uffici, è riuscito a dare una svolta ai lavori pubblici del Comune che fino al suo arrivo erano in stallo.
«Sì, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sono stati portati a termine moltissimi lavori e molti partiranno a breve anche perché ho predisposto tutto in modo che le cose procedessero anche senza di me. Con soddisfazione posso dire, fra le altre cose, di essere riuscito a restituire a Orbetello, dopo anni, la Torre dell'orologio e a far tornare Garibaldi».
In campagna elettorale è tempo di promesse, lei cosa promette agli orbetellani.
«Mi sento di fare ai cittadini una sola promessa, il buon governo, assicurando la mia presenza a tempo pieno. Non sarò un sindaco part time».
Cosa è mancato a questa amministrazione secondo lei?
«Dobbiamo pensare a volare alto. In questi anni abbiamo avuto un approccio provinciale, i processi li abbiamo subiti. E' mia volontà far riprendere in mano al Comune la gestione politica di tanti aspetti. Dobbiamo diventare attori protagonisti e non comparse».
A lei si rimprovera di aver criticato la sindaca ma di essere rimasto però all'interno di questa amministrazione. Insomma c'è chi ritiene tardive le sue dimissioni.
«Se fossi stato attaccato alla poltrona non mi sarei dimesso. Era impossibile farlo prima perché quando capisci che se non c'è una maggioranza di governo potrebbero non arrivare in maniera spedita i finanziamenti della Regione per la ricostruzione del post alluvione, allora lì senti il peso del mandato elettorale e delle sorti dei cittadini devastati dall'alluvione. A quel punto però ci ho messo la faccia e ho detto se riuscirò a realizzare certe lavori sarà merito mio, se non ci riuscirò sarà colpa mia. Mi sono preso le mie responsabilità».
Vuole cambiare volto al Comune di Orbetello, come?
«Dobbiamo favorire le attività che producono posti di lavoro soprattutto per i giovani e sviluppare il turismo, l'agricoltura, la pesca e il commercio. Dobbiamo essere un centro sinistra che deve cercare di facilitare gli imprenditori nello sviluppo delle loro idee e nella creazione di posti di lavoro ma anche difendere le categorie svantaggiate creando un circuito virtuoso della solidarietà».
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