La manifestazione
Una casa rifugio per donne maltrattate
Realizzata da Comune, Coeso e associazione Olympia de Gouges in un luogo segreto, ospiterà chi è stata vittima di violenza
GROSSETO. Non trattiene la commozione, l’assessora alle politiche sociali del Comune di Grosseto, Antonella Goretti: la casa rifugio per donne vittime di violenza è, per lei, un sogno che si avvera, un sogno accarezzato sin da quando, una volta in pensione, si era dedicata al volontariato con l’associazione Olympia De Gouges e il centro antiviolenza. «Una casa rifugio – dice Goretti – era quello che mancava, ed è una cosa di cui sono davvero felice».
La struttura, che si trova in un luogo sicuro e segreto, nel territorio comunale del capoluogo, è stata messa a disposizione dal Coeso e sarà gestita in collaborazione con l’associazione Olympia de Gouges.
Del centro antiviolenza della De Gouges, realtà nata 17 anni fa, la casa rifugio è uno sviluppo naturale. «La storia del centro antiviolenza nel Grossetano – ha spiegato Sabrina Gaglianone, presidente dell’associazione Olympia De Gouges – è un esempio di collaborazione proficua tra forze buone della società civile e buoni esempi di amministrazione pubblica. In questo senso va letto il successo di oggi: l'apertura di una casa rifugio».
Il direttore del Coeso, Fabrizio Boldrini ha messo in evidenza il fatto che una «casa rifugio sta alla violenza sulle donne come l’ospedale sta alle malattie: serve per intervenire sul caso acuto e dà immediatamente, alla donna, la possibilità di sottrarsi alla violenza di cui è vittima, anche con i suoi figli minori».
Boldrini ha sottolineato che il sistema pubblico non rinuncia a lavorare sulla prevenzione, sulle ragioni che generano la violenza, così come è necessario lavorare su quelli che sono i percorsi di autonomia, sia psicologica che materiale, per le donne che sono state vittime di violenza, ma «senza una casa rifugio – ha detto – non si può far bene né il prima né il dopo».
Le donne maltrattate, che avviano un percorso di uscita dalla loro condizione, hanno bisogno di un luogo protetto dove vivere per alcuni mesi, talvolta molto lontano dall'ambiente abituale di vita. La casa rifugio di Grosseto rientrerà, dunque, tra le strutture disponibili all’interno della rete regionale contro la violenza e potrà ospitare anche donne provenienti da fuori provincia.
Uno strumento in più a disposizione della rete antiviolenza e della task force interistituzionale Codice Rosa che da anni è un esempio di collaborazione tra associazionismo, enti locali e forze dell’ordine. Uno strumento che può anche incoraggiare le donne a denunciare le violenze subite, visto che ora sanno di avere un posto in più dove andare.
«Ancora una volta Grosseto – ha commentato il sindaco Emilio Bonifazi – si pone come esempio nella lotta e nella prevenzione contro un fenomeno odioso quale è quello legato alla violenza di cui le donne sono troppo spesso le prime vittime. Quando non possibile prevenire una violenza, da oggi a Grosseto possiamo offrire un porto sicuro a chi ne ha subite le conseguenze».
All’alloggio protetto potranno accedere donne segnalate dai centri antiviolenza o dai servizi sociali e sanitari, e potranno essere ospitate per un massimo di sei mesi. Nella casa rifugio troveranno anche una serie di servizi aggiuntivi, utili per il recupero dell’autonomia della donna maltrattata: sostegno psicologico, ad esempio, consulenza legale e psichiatrica, sostegno alla genitorialità, assistenza per il disbrigo di pratiche legate ai permessi di soggiorno, in caso di donne straniere. Per non mettere in pericolo se stesse e le altre ospiti, le donne ospitate nella casa rifugio dovranno anche rispettare alcune regole, tra cui la principale è quella di mantenere segreto l’indirizzo della struttura, per evitare che le vittime possano essere rintracciate dai propri aguzzini.
Per tutte le esigenze quotidiane, le ospiti avranno a disposizione i volontari di Olympia de Gouges che presidieranno l’alloggio per alcune ore al giorno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
