Il dolore
Teatro delle Rocce, luogo magico
È uno dei venti posti spettacolari dove ascoltare musica dal vivo in Italia secondo la rivista Rockit.it
GAVORRANO. Il Teatro delle Rocce è uno dei «venti posti spettacolari dove ascoltare musica dal vivo in Italia». A dichiararlo è la rivista milanese Rockit.it, che dal 1997 recensisce tutta la nuova musica italiana. Per gli appassionati di musica andare ad un concerto può essere un'esperienza bellissima, sia che si tratti di trascorrere due ore in un grande stadio che nel locale sotto casa, a volte però basta il luogo a regalare un ricordo indelebile. «Capita a volte che prima dei concerti si crei un silenzio irreale – racconta Alessandra Casini, direttrice artistica del teatro, nonché direttrice del Parco delle Colline Metallifere – la luce si abbassa e le persone smettono di parlare, così il teatro appare in tutta la sua bellezza. In quel momento capisco quanto sono fortunata a lavorare in luogo tanto suggestivo».
Ma la notizia che il teatro di Gavorrano è stato accostato a Villa Rufolo a Ravello, gioiello della costiera Amalfitana, o al maestoso teatro di Taormina, ha creato un tam tam mediatico che ha riempito di gioia tutta l'amministrazione: «Ricevere un riconoscimento fa sempre piacere – ha detto il vicesindaco Giulio Querci – ma quando a dartelo sono gli addetti ai lavori lo è ancora di più. Il lavoro che abbiamo fatto sta portando i risultati sperati e l'obbiettivo è quello di continuare». Che il teatro fosse molto bello è sempre stato sotto gli occhi di tutti, c'è però dell'altro, perché questo luogo sembra racchiude al massimo l'essenza del suo territorio: «questo teatro è tre volte importante – dice Casini – perché si tratta di un sito geologico molto particolare, inoltre ha anche notevole rilevanza come sito di archeologia industriale e, infine, ha un ruolo culturale per il territorio». Il progetto del teatro si è fatto nel tempo, dalla sua apertura nel 2003 sono state tante le date fondanti: da Patti Smith a Steve Hackett, passando per Nicola Piovani e Giovanni Allevi fino a Maceo Parker e Giovanni Sollima.
Certo la posizione panoramica ha fatto la sua parte ma non si può negare che la mano dell'architetto che ha disegnato il progetto è stata sapiente, perché, come spiega la direttrice, «David Fantini ha saputo leggere il territorio. Il risultato è stato frutto di una profonda riflessione che ha portato ad accostare le forma caratteristica di un antico teatro greco a quelle delle linee contemporanee. Il tutto senza snaturare la cava che anzi ne è uscita valorizzata».
Andando al teatro non si va soltanto per godersi uno spettacolo ma anche per immergersi nella sua atmosfera, perché, per raggiungere l'arena si deve fare un percorso a piedi lungo le pareti di roccia della cava che, col tempo, sono diventate anche il supporto di vari artisti contemporanei. Così l'archeologia industriale rappresentata dalla struttura della vecchia miniera si è mischiata sapientemente con l'arte contemporanea che ha invaso il luogo: il writer Opiemme ha scritto sulla roccia le sue impressioni insieme ai numerosi artisti che hanno lasciato la propria opera lungo il cammino. Insomma, «non si tratta di un percorso esclusivamente formale ma anche sostanziale», come dice Alessandra Casini. E, anche se c'è sempre fare i conti con la situazione economica, la direttrice conferma: «stiamo organizzando la programmazione della stagione estiva e posso assicurarvi che ci saranno delle sorprese internazionali. Sono diminuite le date rispetto agli altri anni, ma si tratta di una scelta mirata: abbiamo preferito la qualità alla quantità».
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