Sparò al ladro: possibile il colpo di rimbalzo
È una delle due ipotesi avanzate dal medico legale incaricato di far luce sul ferimento di Farcas da parte di Poeti
GROSSETO. Non ci sono certezze assolute ma ricostruzioni molto probabili nel responso del medico legale incaricato dal sostituto procuratore Giuseppe Coniglio di effettuare la perizia su Ion Nicolai Farcas, il romeno 39enne ferito dalla Beretta Star 7,65 di Bruno Poeti all’alba dell’8 febbraio scorso, quando vi fu un furto nella proprietà in località Querciolo. Ci sono dati clinici anche contrastanti tra quelli presi in esame ma secondo il dottor Roberto Martini il proiettile dovrebbe essere entrato dalla parte posteriore, dal gluteo, per uscire da quella anteriore, poco sotto l’ombelico. E, se questi sono la direzione e il verso effettivi, il proiettile dovrebbe aver seguito una traiettoria dal basso verso l’alto, visto che sono state apprezzate altezze leggermente diverse tra i due fori.
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Poeti ha dunque sparato mentre Farcas gli dava le spalle, secondo la ricostruzione di Martini. Ma se l’ex poliziotto era in piedi, come ha potuto il colpo entrare dal basso? Qui il medico legale può solo avanzare delle ipotesi: la prima è che Farcas fosse chinato, con il busto più in basso rispetto ai fianchi; la seconda è che il colpo sia rimbalzato a terra e abbia poi preso il romeno appunto dal basso. Due ipotesi ritenute attendibili allo stesso modo, valide allo stesso modo. Un dilemma che potrebbe essere risolto solamente da un sopralluogo nel quale venga ricostruita la scena. Sempre che sia possibile oggi riprodurre le condizioni di un mese fa.
Intanto c’è da notare che l’ipotesi del colpo di rimbalzo coincide con le parole pronunciate da Poeti quando venne interrogato dal pubblico ministero, nell’immediatezza dei fatti: «Ho sparato verso il basso». La superficie del luogo della sparatoria dà un ulteriore elemento di riscontro: lo stesso dottor Martini ha verificato tramite fotografie la presenza di un terreno battuto, al cui interno vi sono anche dei sassi. Fosse stata argilla, il proiettile si sarebbe conficcato nel terreno più morbido o forse non avrebbe avuto l’energia per risalire e colpire Farcas.
Comunque stiano le cose, il ferito non è mai stato in pericolo di vita, anche se il proiettile è passato a poca distanza dall’arteria iliaca, anche se il colpo ha perforato un’altra arteria causando una perdita ematica di una certa entità. L’intervento di asportazione dell’intestino (pari a sessanta centimetri in totale) comporterà verosimilmente un indebolimento permanente dell’apparato gastro-intestinale, sempre secondo il perito nominato dalla Procura, le cui operazioni erano state seguite dal dottor Matteo Benvenuti, l’esperto nominato dal difensore di Poeti, l’avvocato Adriano Galli.
La perizia medico-legale dovrà necessariamente essere valutata insieme alla ricostruzione balistica e agli altri elementi di indagine raccolti dalla polizia di stato, non ancora completati. Farcas e i suoi complici (Petru Buraciuc, Florin Ionut Ciorcan e Ahrip Lutu - tutti e quattro difesi dall’avvocato Riccardo Lottini) restano indagati per il furto della Fiat Punto sulla quale volevano caricare gli alcolici rubati poco prima. Il fermo era stato convalidato, con misure restrittive. Non lo era stato invece quello di Poeti: gravi gli indizi di colpevolezza a suo carico per il tentativo di omicidio ma secondo il gip Marco Bilisari non c’era mai stato il pericolo di fuga che avrebbe giustificato il provvedimento cautelare.
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