Il dolore
Dirigenti senza laurea, partono le lettere
GROSSETO. È solo un atto dovuto, anche perché i diretti interessati sono già al lavoro per presentare appello, e alcuni di loro hanno già predisposto le carte. Il Comune di Grosseto, però, ha...
GROSSETO. È solo un atto dovuto, anche perché i diretti interessati sono già al lavoro per presentare appello, e alcuni di loro hanno già predisposto le carte.
Il Comune di Grosseto, però, ha comunque dovuto prende atto ufficialmente e, sempre ufficialmente, inviare loro la richiesta del tribunale di pagare mezzo milione di euro.
E così nelle scorse settimane la giunta di Grosseto ha deliberato di incaricare l’ufficio Affari legali del Comune per adempiere al procedimento di esecuzione della decisione di condanna emessa dalla Corte dei Conti nei confronti di tre sindaci ed ex sindaci, Alessandro Antichi, Gabriele Bellettini ed Emilio Bonifazi, e due segretari comunali, Riccardo Gherardeschi e Mario Venanzi.
La Corte dei conti, come noto, a dicembre scorso li ha condannati per aver dato incarichi, e relativi stipendi, di dirigenti comunali a persone che non erano laureate, e che quindi non avrebbero potuto lavorare in posizioni dirigenziali, per le quali sono previsti stipendi più alti rispetto a quello dei semplici impiegati.
Per la Corte dei conti avrebbero dunque procurato un danno erariale al Comune di Grosseto di 485.302,02 euro e che amministratori e segretari sono chiamati a restituire. Le cifre chieste sono così ripartite: 97.650 euro ad Alessandro Antichi, 85.050 euro a Gabriele Bellettini, 157.500 euro a Emilio Bonifazi, 86.400 a Riccardo Gherarducci e 59.400 euro a Mario Venanzi.
«Il procedimento di esecuzione della condanna è una lettera che viene inviata alle persone che sono state condannate», spiega Antichi.
«Tutti quanti, però, abbiamo già deciso di presentare appello contro questa sentenza».
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