La manifestazione
Torna alla luce l’antica strada leopoldina
Il Comune di Castel del Piano ripulisce il sentiero dei Lorena, amato dagli escursionisti, che porta fino a San Processo
CASTEL DEL PIANO. Il Comune di Castel del Piano ripulisce e ripristina l’antica strada leopoldina che da Castel del Piano porta verso i ruderi dell’antico convento di San Processo e la Pieve di Lamula, inizio di un percorso che nel secolo XVIII arrivava fino a Montenero e poi verso la Maremma.
Un tratto di strada, quello di Castel del Piano, che era stata ricoperta da erba e arbusti, e in parte cancellato dagli scavi effettuati per costruire la rotonda di via del Gallaccino e la nuova strada verso le Cellane.
Ma comunque ancora frequentata soprattutto nel mese di maggio, quando gruppi di fedeli ogni mattina si recano a piedi da Castel del Piano fino alla Pieve. Il Comune, dunque, ha deciso di ripulire la strada nel segmento che interessa Castel del Piano, che adesso è completamente disponibile per passeggiate e escursioni.
«Abbiamo dato risposta – spiega il sindaco Claudio Franci – alle richieste di molti che invocavano da tempo la risistemazione del sentiero che evita la lunga curva di Marinella e conduce nella provinciale vicino al ponte della pieve, da cui si può velocemente arrivare al santuario della Madonna. L’opera è stata eseguita in economia dagli operai del Comune. L’importante è di aver dato risposta a svariate richieste di cittadini appassionati di escursioni e di storia».
La strada leopoldina fu voluta da Pietro Leopoldo di Lorena (1765-1790) con cui il granducato di Toscana conosce la fase più innovativa del governo lorenese, in cui si accompagna alle riforme del commercio, dell’amministrazione pubblica e della giustizia una solida politica agraria, per favorire la quale dà il via alla realizzazione di strade percorribili anche da carri e non più soltanto da cavalli, asini e muli.
Anche la strada che da Castel del Piano conduceva in Maremma aveva una solida massicciata, che infatti, dopo la ripulitura dell’erba e della terra, continua a emergere qua e là. Da Castel del Piano la strada arrivava fino al ponte del fiume Ente, proprio sotto la Pieve di Lamula.
Il fiume si attraversava con una passerella costruita con dei tronchi e da lì si arrivava fino alle Case Rosse, sotto Montelaterone. Poi si scendeva al fiume Zancona che si oltrepassava a guado. In alto, sopra il letto del fiume, una stazione di posta dove si tenevano dei buoi che venivano usati per dare il cambio ai cavalli che non ce l’avrebbero fatta a trainare il carro. Dalla Zancona si risaliva verso Montenero e da qui con un andamento più pianeggiante la strada si dirigeva verso Grosseto e la Maremma.
«Pietro Leopoldo – spiega Gaetano Pedone un professore di matematica appassionato di sentieri e della loro storia – amava andare in giro per la Toscana e incontrare le popolazioni. Per quel che riguarda le strade provava a convincere la popolazione a mettere del suo per la costruzione delle strade con una massicciata che permettesse di percorrerle con agio e assicurasse una lunga durata. Poi Leopoldo avrebbe contribuito all’opera. La strada che congiunge Castel del Piano al ponte dell’ente è un piccolo gioiello perché è ancora visibile il lastricato originale».
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