Peculato per le ecografie fatte Non ammesse le cartelle cliniche
ORBETELLO. Parte - ma senza svariate centinaia di cartelle cliniche di cui la Procura aveva chiesto l'acquisizione - il processo per peculato a cairco di medico e due infermiere, accusati di aver...
ORBETELLO. Parte - ma senza svariate centinaia di cartelle cliniche di cui la Procura aveva chiesto l'acquisizione - il processo per peculato a cairco di medico e due infermiere, accusati di aver tenuto per sé il denaro versato dai pazienti per le visite, non consegnando alla Asl le quote dovute. O comunque, sempre secondo l'imputazione, si sarebbero appropriati delle ecografie realizzate con la strumentazione in dotazione agli ambulatori di chirurgia di Orbetello e Pitigliano come anche del centro medico Fisiomed di Manciano. Giuseppe Rivela, all'epoca primario di chirurgia del presidio ospedaliero Colline dell'Albegna, Margherita Pacelli e (presente all’udienza di ieri) Giovanna Petrocchi, infermiere. I fatti contestati dalla Procura sono del periodo gennaio 2006-ottobre 2009.
Primi testimoni dell'accusa ad aprile, mentre ieri si sono svolti gli ultimi confronti tra le parti. Al centro del dibattito in aula proprio i certificati medici di cui il pm Marco Nassi aveva fatto avviso di deposito all'udienza precedente. I difensori (gli avvocati Marco Calò, Cristiano Conte e Giovanni Di Meglio) si sono opposti all'acquisizione delle cartelle cliniche perché dichiarate già inutilizzabili dal giudice dell'udienza preliminare; impossibile sostenere che si tratti di un'attività integrativa, perché si è trattato di mancato deposito. Non garantita la parità tra accusa e difesa. Dunque o nullità del decreto di rinvio a giudizio, o dichiarazione di inutilizzabilità, sono state le richieste della difesa.
Conclusioni cui si è opposto il sostituto procuratore Marco Nassi. L'avviso di deposito, ha detto, era stato formulato proprio con spirito di garanzia degli imputati e non si è trattato di prove a sorpresa: i difensori sapevano attraverso le informative della guardia di finanza dell'esistenza di quelle cartelle; il rinvio a giudizio c'è stato firmato a prescindere da quelle cartelle; nessuna selezione di prove è stata operata da parte dell’ufficio.
I giudici (Puliatti presidente, Muscogiuri e Stramenga) si sono ritirati per tornare poco dopo con l'ordinanza che accoglie le rimostranze dei difensori. Il giudice dell'udienza preliminare era consapevole dell'inutilizzabilità e quella decisione va confermata, hanno argomentato i giudici del collegio; non è sanabile con un deposito successivo. Il decreto di rinvio a giudizio è pienamente valido, le cartelle invece sono inutilizzabili.
Pierluigi Sposato
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