Gioco
È il giorno del faccia a faccia Appuntamento alle 18.30
GROSSETO. Lavoro, turismo, centro storico (dal duplice punto di vista della pedonalizzazione e della Movida), Mura, sicurezza, casa, giovani, terme, frazioni, cultura e così via. Sono questi alcuni...
GROSSETO. Lavoro, turismo, centro storico (dal duplice punto di vista della pedonalizzazione e della Movida), Mura, sicurezza, casa, giovani, terme, frazioni, cultura e così via.
Sono questi alcuni dei temi sui quali sarà condotto il “duello” tra Lorenzo Mascagni e Paolo Borghi, sfidanti per le primarie della coalizione di centrosinistra, in programma per questa sera nel salone della Fondazione Il Sole di via Uranio. L’appuntamento è per le 18.30, i candidati hanno accettato l’invito del nostro giornale e così oggi si troveranno faccia a faccia in pubblico per il primo e ultimo confronto diretto in vista del voto di domenica 6.
Un’occasione unica dunque per ascoltare dalla viva voce dei due aspiranti candidati idee e programmi. Ma anche per conoscerli di persona e valutarli sotto l’aspetto umano dell’emozione, della grinta, della credibilità, della capacità o meno di ispirare fiducia e di motivare il sogno per la città del futuro.
Non è stato facile arrivare a questo incontro: partita tardissimo, di fatto meno di due settimane fa, la campagna per le primarie ha costretto entrambi i contendenti a recuperare il tempo perduto riempiendo le rispettive agende di incontri e impegni su e giù per la città. Ma alla fine, proprio a due passi dal traguardo del 6 marzo, lo spazio è stato ritagliato.
E così questa sera Borghi e Mascagni risponderanno alle domande che il Tirreno – facendosi portavoce della città – porrà loro nel dibattito moderato dal caposervizio della redazione di Grosseto, Emilio Guariglia.
Il tema principale sarà uno: precisare, laddove ci sono, le differenze tra le proposte e le visioni in campo.
Mascagni e Borghi infatti si giocano la candidatura di coalizione ma sono entrambi del Partito democratico. E, come fortemente richiesto anche dal partito, hanno fin qui condotto una campagna all’insegna del massimo fair play, evitando riferimenti diretti e contrapposizioni sui rispettivi programmi.
Quello di giovedì dunque vuole essere il momento nel quale l’elettorato di centrosinistra potrà comprendere e valutare appieno quale idea di città “sposerà” votando l’uno piuttosto che l’altro. Oltreché naturalmente quali siano i punti di convergenza sui quali dopo il 6 marzo vincente e sconfitto dovranno impegnarsi a lavorare per tirare al centrosinistra la volata decisiva, quella del voto del 12 giugno.
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